Perugia, aeroporto in agitazione: sindacati contro l’esternalizzazione della sicurezza

Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti chiedono il ritiro del bando e la convocazione delle parti sociali per tutelare i lavoratori.

Protesta in corso all’aeroporto di Perugia, dove i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno lanciato l’allarme sul futuro dei lavoratori della sicurezza. La Sase, società che gestisce lo scalo, ha avviato una procedura di esternalizzazione dei servizi di controllo e sorveglianza, con un bando pubblico aperto il 5 dicembre 2024, a cavallo delle festività natalizie, e che si chiuderà a breve.

Lavoratori a rischio

La decisione della Sase riguarda 15 dipendenti a tempo indeterminato, che in alta stagione arrivano a circa 30. Questi lavoratori si occupano di controllo passeggeri e bagagli, gestione dei varchi di sicurezza e attività di pattugliamento e sorveglianza. Secondo i sindacati, l’esternalizzazione potrebbe avere gravi ripercussioni, sia sul piano contrattuale che sulla qualità del servizio offerto ai passeggeri.

“Sase pensa di affidare la sicurezza a società che lavorano nei supermercati, senza considerare la specificità e la delicatezza di questo settore,” hanno dichiarato i segretari generali Ciro Zeno, Fabio Ciancabilla e Stefano Cecchetti durante un presidio davanti ai cancelli dell’aeroporto.

Questioni contrattuali e di dumping

Tra le principali criticità sollevate dai sindacati c’è il rischio di dumping contrattuale, ovvero un peggioramento delle condizioni lavorative e retributive dei dipendenti trasferiti a società esterne. “Per un’azienda che va bene come la Sase, mantenere questi dipendenti rappresenterebbe un costo residuale,” hanno sottolineato.

I rappresentanti sindacali hanno anche evidenziato come la procedura sia stata avviata in un momento politicamente delicato: durante il periodo di insediamento della nuova giunta regionale e con un Consiglio di amministrazione di Sase dimissionario.

Le richieste dei sindacati

Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti chiedono alla Sase di revocare immediatamente il bando e di aprire un confronto con le organizzazioni sindacali per discutere del futuro dei lavoratori. In assenza di risposte, non si escludono ulteriori azioni di mobilitazione per tutelare i diritti dei dipendenti e garantire un servizio di sicurezza adeguato.

Redazione

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