Delitto di Foligno: il mistero del movente nell’omicidio di Salvatore Postiglione

L'omicidio del capomastro di 56 anni resta senza movente chiaro; indagini in corso sui rapporti con il giovane ex collega accusato

Un movente ancora oscuro circonda il violento omicidio di Salvatore Postiglione, capomastro di 56 anni, ucciso con 13 coltellate a Foligno, nelle prime ore di giovedì. L’accusa grava su un manovale minorenne, ex collega della vittima, arrestato con l’accusa di omicidio aggravato da premeditazione. Il giovane, attualmente in stato di fermo, compirà 18 anni a dicembre ed è ritenuto dagli inquirenti il principale indiziato.

Come riportato da Umbria 24, l’attenzione degli investigatori si concentra sui rapporti lavorativi e personali tra la vittima e l’accusato. Secondo quanto ricostruito, i due avrebbero condiviso per circa tre mesi l’ambiente lavorativo presso la stessa impresa edile di Foligno, dove Postiglione era un dipendente storico. Il 17enne, invece, era stato assunto a luglio e si era licenziato ad ottobre. Questi tre mesi potrebbero celare dettagli cruciali per comprendere la dinamica che ha portato all’omicidio.

Le indagini finora non hanno rilevato particolari tensioni tra i due. Il minorenne non avrebbe avuto motivi economici di rancore verso l’impresa: non risultano crediti insoluti, né sono emerse problematiche come infortuni o episodi gravi nel contesto lavorativo. Anche le iniziali ipotesi di discussioni per presunti comportamenti inappropriati sul posto di lavoro non troverebbero conferma: le eventuali liti avrebbero riguardato un altro collega, poi risultato estraneo ai fatti. Tuttavia, il giovane avrebbe lasciato l’impiego poche settimane prima dell’omicidio, e le ragioni di questa scelta rimangono un nodo centrale.

Nelle prossime ore, gli investigatori della squadra mobile di Perugia, coordinati dalla dirigente Maria Assunta Ghizzoni e dalla Procura dei minori, interrogheranno una coetanea amica dell’indagato, ritenuta a lui molto vicina. La ragazza potrebbe fornire dettagli rilevanti, poiché si sospetta che l’accusato possa essersi confidato con lei. Ulteriori interrogatori verranno condotti anche con gli altri lavoratori dell’impresa, con domande più approfondite ora che il presunto autore del delitto è stato identificato.

Un altro elemento chiave nelle indagini è rappresentato dai tabulati telefonici. Sia quelli della vittima che dell’indagato sono stati già analizzati, ma finora non sono emersi contatti recenti tra i due. Gli investigatori stanno ora verificando se Postiglione o il minorenne potessero utilizzare telefoni non intestati a loro. Inoltre, lo smartphone del 17enne è al vaglio degli inquirenti, che cercano nei messaggi eventuali indizi utili a formulare un possibile movente.

Parallelamente, gli oggetti sequestrati durante la perquisizione nella casa del giovane rappresentano prove materiali rilevanti. Tra questi, sono stati repertati un paio di scarpe con tracce ematiche, pantaloni che presenterebbero segni particolari visibili anche nelle immagini delle telecamere di sorveglianza, il monopattino utilizzato per spostarsi al mattino dell’omicidio e un giubbotto con cappuccio, che avrebbe in parte nascosto il volto dell’indagato. Tutti questi indumenti sono stati trovati all’interno di uno sgabuzzino e risultano elementi probatori consistenti agli occhi degli inquirenti.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

La corsa per quasi 40 chilometri tra Toscana e Umbria è terminata nel centro di...
Le squadre sono al lavoro per spegnere le fiamme e completare la bonifica dell’area: coinvolte...
La tragedia sulla strada regionale 521 al confine tra Umbria e Lazio: la vittima era...

Altre notizie