È una truffa subdola e mirata, che si diffonde tramite messaggi apparentemente innocui su Telegram: chi cerca lavoro viene avvicinato da profili rassicuranti, come il “bravo ragazzo” o la “bionda sorridente con un cucciolo”. Il copione della truffa inizia con una proposta di lavoro facile e remunerativo: un incarico che richiede semplicemente di mettere like e valutazioni positive a hotel su piattaforme di prenotazione, per un compenso economico. Tuttavia, gli interessati, spesso attratti dalla facilità dell’offerta, rischiano di cadere in un raggiro che porta alla perdita di denaro e dati sensibili. Ne riferisce Il Messaggero
L’inganno dietro il lavoro “semplice”
Una vittima perugina di 47 anni ha raccontato di aver ricevuto un messaggio da un presunto rappresentante di un hotel, di nome Sabrina, che gli prometteva guadagni rapidi semplicemente assegnando stelle e like a vari hotel. Tuttavia, il dialogo ha assunto presto toni sospetti: messaggi già pronti e richieste di prova, come l’invio di screenshot a conferma dell’esecuzione dei compiti, hanno sollevato dubbi nell’uomo. Quando la truffatrice ha chiesto di inviare dati personali e link di pagamento, l’uomo ha proseguito l’indagine da solo, evitando di cliccare direttamente sui link inviati, in linea con le raccomandazioni della polizia postale.
La strategia dei truffatori: dal phishing al furto di identità
Questa forma di truffa è una variante del phishing, in cui i truffatori usano link ingannevoli, simili a siti autentici come Booking, per raccogliere dati e password, accedere ai conti bancari e sottrarre fondi. In altri casi, l’inganno prosegue chiedendo anticipi di pagamento per assicurarsi il lavoro, insieme a informazioni sensibili come età, indirizzo, e persino coordinate bancarie. Il pericolo maggiore riguarda il furto di identità: i truffatori potrebbero utilizzare queste informazioni per stipulare prestiti e contratti a nome delle vittime, creando danni economici e legali.
Consigli per difendersi: come evitare di cadere nella trappola
Le forze dell’ordine e gli esperti consigliano alcune precauzioni essenziali:
- Non cliccare su link sconosciuti o sospetti: verificare sempre l’origine del messaggio e controllare manualmente l’indirizzo.
- Non fornire dati personali o bancari a estranei: le vere aziende non richiedono dati sensibili via messaggi o social.
- Prestare attenzione agli account sospetti: profili con nomi generici o immagini eccessivamente rassicuranti potrebbero nascondere una truffa.
- Diffidare delle offerte di lavoro troppo facili: i guadagni facili con mansioni semplicistiche sono spesso una copertura per attività illegali.
L’aumento delle truffe informatiche secondo i dati della procura
Le statistiche sul cybercrime continuano a crescere. Secondo la relazione del procuratore generale Sergio Sottani, il numero di iscrizioni per truffa informatica è passato da 146 a 149 solo nell’ultimo anno. La crescita dei casi, anche in Umbria, evidenzia come questo fenomeno rappresenti una minaccia reale e diffusa.
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