La Corte dei conti ha condannato tre medici dell’ospedale di Pantalla a risarcire l’Asl Umbria 1 per un totale di oltre 110mila euro. Il caso risale al 19 agosto 2011, quando una donna ha subito la rimozione completa dell’utero a seguito di un parto complicato, condotto con negligenza. La paziente e il marito, in sede civile, hanno già ottenuto un risarcimento di quasi 245mila euro. Ne riferisce Il Messaggero.
La vicenda coinvolge un ginecologo, un’ostetrica e un anestesista, tutti ritenuti responsabili per una “condotta sanitaria connotata da colpevole negligenza”. Secondo la sentenza, l’intervento chirurgico si è reso necessario per la malagestione del parto, che ha portato a una “isterectomia totale da inversione uterina”, un danno irreversibile per una donna ancora fertile.
La Corte dei conti ha evidenziato come la condotta dei tre sanitari sia stata caratterizzata da errori gravi, tra cui il “mancato trattamento del terzo stadio del travaglio” e la “trazione inappropriata sul cordone ombelicale”. Inoltre, l’anestesista è stato accusato di aver ritardato l’induzione dell’anestesia generale, aggravando ulteriormente la situazione.
L’ostetrica e il ginecologo, attraverso i loro legali, hanno ottenuto un rito abbreviato, pagando circa 39mila euro a fronte dei 97mila richiesti. L’anestesista, che ha cercato di difendersi sostenendo che il “diario clinico non corrispondeva alla sua condotta”, è stato condannato a risarcire 32.437 euro, nonostante la richiesta iniziale fosse quasi 49mila.
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