Il film A Transformação de Canuto, diretto dal regista brasiliano Ernesto de Carvalho e da Ariel Kuaray Ortega, primo cineasta indigeno, ha conquistato il premio principale della decima edizione del PerSo – Perugia Social Film Festival. Quest’opera rappresenta un importante passo avanti nel cinema documentaristico grazie alla sua struttura meta-narrativa. Per la prima volta, la narrazione non viene imposta da una prospettiva esterna, ma emerge direttamente dalle voci degli stessi indigeni amazzonici, che si raccontano in prima persona. Il film, ambientato nella giungla, riflette profondamente sui temi della colonizzazione, del disboscamento e sull’avidità degli uomini, in particolare quella dell’uomo bianco.
La pellicola è stata realizzata attraverso un progetto collaborativo di lunga durata tra de Carvalho, cineasta e antropologo brasiliano, e Ortega, leader del popolo Mbyá-Guarani. Il loro progetto Vídeo nas Aldeias, attivo da oltre 15 anni, ha contribuito alla formazione di comunità indigene come quella Mbyá-Guarani, portandole a raccontare le proprie storie attraverso il linguaggio cinematografico. Questo lavoro rappresenta un significativo esempio di cinema indigeno pionieristico, che utilizza la pellicola come strumento per esplorare temi identitari profondi.
Il viaggio narrativo del film attraversa più livelli: dal confine tra Brasile e Argentina a quello tra fiction e documentario, e ancora tra umano e animale. Il protagonista della storia è un bambino vissuto negli anni ’80, il quale mostra sin dall’infanzia segni di una malattia che lo trasforma in un giaguaro, simbolo della lotta contro l’alienazione e la rottura dei legami comunitari. Durante le riprese, i registi hanno scoperto elementi imprevisti, come un giovane attore che si rivelava l’incarnazione perfetta del protagonista. Inoltre, la pellicola affronta il peso della violenza coloniale che ha segnato la comunità Mbyá-Guarani.
La cerimonia di premiazione si è svolta il 9 ottobre 2024 presso il PostModernissimo di Perugia, presentata da Caterina Fiocchetti e Giulia Zeetti. In occasione dell’evento sono stati annunciati anche i vincitori delle altre categorie del festival. Tra le menzioni speciali spiccano Che ore sono di Marta Basso e Tito Puglielli, e Fragments of ice di Maria Stoianova. Nella categoria PerSo Student Award, il riconoscimento è andato a Kripton di Francesco Munzi, mentre il PerSo Agorà è stato assegnato a Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza di Erika Rossi.
Il PerSo short è stato vinto da L’uccello imbroglione di Davide Salucci, premiato dalla giuria dei detenuti del carcere di Capanne per il PerSo short jail. Altre menzioni speciali includono Trasparenze di Mario Blaconà e Z.O. di Loris G. Nese, premiato nella categoria PerSo short la 7a ora.
La giuria ufficiale della decima edizione, composta da personalità di spicco come Maria Bonsanti, Alessandro Rossetto e Emiliano Morreale, ha giocato un ruolo decisivo nell’assegnazione dei premi. Bonsanti, figura di spicco nel cinema documentaristico europeo, e Rossetto, uno dei maggiori documentaristi del continente, insieme a Morreale, critico cinematografico e docente presso l’Università di Roma, hanno selezionato con cura le opere più meritevoli.
Il festival ha coinvolto l’intera città di Perugia, trasformando tre sale cinematografiche e ben 12 location in spazi dedicati alla visione e discussione di oltre 55 film nazionali e internazionali, di cui 13 in anteprima italiana. Con l’ingresso gratuito per il pubblico, l’evento ha ospitato più di 50 ospiti tra registi e professionisti del settore, e ha presentato anche uno spettacolo teatrale e un cine-concerto.
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