Anche un’umbra d’adozione nella liste di proscrizione di “agenti sionisti” del nuovo Pci

Si tratta dell'ex ministro dei beni culturali, vedova dell'industriale perugino della popolare azienda dolciaria. Sgomento per la lista che comprende politici, imanager, giornalisti e numerose aziende

Spicca il nome dell’ex ministro Ilaria Borletti Buitoni nella lista di proscrizione di quelli che il nuovo Partito Comunista indica come “organismi e agenti sionisti in Italia”, redatta dalla formazione politica clandestina.

La manager milanese, classe 1955, è la vedova dell’industriale perugino Franco Buitoni, fondatore dell’omonima azienda dolciaria. Manager e politica italiana, la Borletti Buitoni fu  deputata della XVII Legislatura per il Partito Democratico e Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo del governo Gentiloni, dopo esserlo stata per il governo Renzi e quello Letta.

La lista redatta comprende nomi e cognomi di esponenti politici, imprenditori, esponenti della Comunità ebraica e giornalisti, ma anche nomi e indicazioni su aziende e imprese italiane e non da boicottare, alcuni provvisti di indirizzi delle sedi principali.

Secondo quanto riportato dal comunicato del nPCI, la lista è stata redatta in risposta alla presunta “campagna mediatica” contro figure come Gabriele Rubini, noto come Chef Rubio, e altre organizzazioni come l’Unione Democratica Arabo Palestinese e il P.CARC (Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo). Tra le personalità menzionate figurano politici di diversi schieramenti, tra cui Ester Mieli di Fratelli d’Italia, Claudio Lotito e Gabriele Albertini di Forza Italia, e Ilaria Borletti Buitoni del Partito Democratico. Il mondo del giornalismo è rappresentato da nomi di spicco come Carlo De Benedetti, Claudio Cerasa, Alessandro Sallusti, Nicola Porro, Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Francesco Filini, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile del programma del partito, ha annunciato che presenterà un’interrogazione urgente al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, definendo l’episodio “gravissimo e inquietante”. Filini ha sottolineato il rischio concreto di violenze per le persone inserite in questa lista, esprimendo solidarietà particolare alla senatrice Mieli.

Gli esponenti del Partito Democratico  hanno condannato l’iniziativa, descrivendo il comunicato del nPCI come “un atto di antisemitismo che ricorda i periodi più oscuri della storia europea”. Su questo hanno presentato anche una interrogazione. Maria Elena Boschi, deputata di Italia Viva, ha commentato che la lista “inquieta e lascia atterriti”, evocando analogie con episodi drammatici della storia italiana.

Il comunicato ha anche scatenato reazioni nel mondo della cultura e del giornalismo. Molti dei professionisti citati nella lista hanno espresso preoccupazione per la propria sicurezza e quella delle loro famiglie, mentre l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha ribadito la necessità di una vigilanza costante contro ogni forma di antisemitismo.

La lista, che comprende non solo individui ma anche aziende e organizzazioni legate al mondo ebraico o ritenute vicine a Israele, rappresenta un pericoloso strumento di propaganda, che rischia di alimentare tensioni e violenze in un contesto già segnato da crescenti episodi di odio. Le autorità stanno ora valutando possibili interventi legali per contrastare la diffusione di simili contenuti e garantire la sicurezza dei cittadini coinvolti.

Redazione

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