L’analisi delle opportunità di tutela della salute nelle Regioni del Crea Sanità assegna il cartellino rosso alla sanità regionale. L’Umbria si colloca infatti tra le regioni con una performance compresa tra il 37% e il 44%, secondo il rapporto di Crea Sanità. In questo gruppo, la regione è accompagnata da Sardegna, Campania, Lazio, Abruzzo e Puglia. Con un punteggio di 39, l’Umbria supera solo la Puglia (37), mentre si trova a pari punti con l’Abruzzo. Il Lazio raggiunge 40 punti, la Campania 41 e la Sardegna 44.
L’analisi è stata condotta da 104 esperti del Crea Sanità, che include ricercatori e docenti universitari nei campi dell’economia, del diritto, dell’epidemiologia, dell’ingegneria biomedica e della statistica medica. Il Panel multistakeholder è suddiviso in cinque gruppi: istituzioni, management aziendale, professioni sanitarie, utenti e industria medicale.
Le regioni che guidano la classifica sono Veneto, Piemonte, Bolzano e Toscana, con livelli di tutela della salute superiori al 50% del livello massimo (rispettivamente 60%, 55%, 54% e 53%). Seguono Friuli-Venezia Giulia, Trento, Emilia-Romagna, Liguria, Valle d’Aosta, Marche e Lombardia, tutte con performance tra il 45% e il 50%. Fortemente insufficienti, con livelli di performance inferiori al 35%, risultano Sicilia, Molise, Basilicata e Calabria.
Lo studio assegna all’Umbria il sestultimo posto nella classifica generale. Dietro di essa ci sono solo Puglia, Sicilia, Molise, Basilicata e Calabria, mentre l’Abruzzo è a pari merito. L’analisi del Crea Sanità non si limita agli aspetti sanitari ed economici, ma valuta anche quelli sociali e di equità dell’assistenza, basandosi su 20 indicatori articolati su cinque dimensioni: equità, appropriatezza, esiti, innovazione, economico-finanziaria e sociale.
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