Continua a far discutere la vicenda del cosiddetto “nodino” di Perugia, l’arteria che passando per Ponte San Giovanni collegherebbe Collestrada a Corciano bypassando il centro di Perugia, sul quale la Regione lavora da tempo. Ha incassato il plauso del ministro delle infrastrutture Salvini, ma anche tanti no.
Particolarmente forte lo scontro fra l’assessore regionale delegato e i comitati per il no, su tutti “Sciogliamo il nodo di Perugia” che ha raccolto 17.000 firme per una soluzione alternativa che definiscono “intelligente, attuabile rapidamente, meno costosa e rispettosa del contesto, in contrapposizione alla soluzione proposta”
In una nota, il comitato ringrazia i sottoscrittori, riportando una dichiarazione politica risalente a 60 anni fa: “...la zona predetta ha notevole interesse pubblico perché, ponendo in rilievo la pittoresca bellezza del complesso formato dagli edifici che sorgono sul colle e dai grandi filari di maestosi pini, costituisce una delle più rilevanti caratteristiche panoramiche a sud di Perugia, godibile per chi percorre la Strada statale n 75 centrale Umbria…”.
E aggiungono: “L’interesse pubblico non può essere distorto da tantissimi tentativi di manipolare l’opinione pubblica e dividere le comunità, Abbiamo messo in evidenza infatti moltissime volte (senza mai essere stati smentiti) che si parla di un risparmio irrisorio dell’ 11 percento del traffico. Se il progetto che alcuni politici intendono portare avanti dovesse realizzarsi, il risultato sarebbe inutile e devastante: disagi legati ai cantieri per molti anni, una grande cicatrice di cemento, falde acquifere compromesse, oltre 4.000 alberi abbattuti, ma lo stesso traffico e lo stesso inquinamento”.
L’auspicio del comitato è che “le comunità del territorio rimangano unite e che si trovi una soluzione ai problemi del traffico. Continuiamo a promuovere il dialogo con le istituzioni, le autorità competenti e ogni cittadino che desideri.Insieme possiamo garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire”
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