False attestazioni Covid, tre medici della Usl Umbria 1 a processo

Secondo le indagini, uno dei medici avrebbe esentato dalla vaccinazione anche il biologo nutrizionista Franco Trinca, noto per le sue posizioni no-vax e deceduto durante la pandemia all'ospedale di Città di Castello

Il prossimo 13 novembre, tre medici di famiglia della Usl Umbria1 saranno processati con l’accusa di aver falsamente certificato le condizioni di salute di alcuni pazienti per esentarli dall’obbligo di vaccinazione anti-Covid. Il Gup del Tribunale di Perugia, Margherita Amodeo, ha disposto il rinvio a giudizio dei tre professionisti, su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Petrazzini.

Secondo le indagini, uno dei medici avrebbe esentato dalla vaccinazione anche il biologo nutrizionista Franco Trinca, noto per le sue posizioni no-vax e deceduto durante la pandemia all’ospedale di Città di Castello. Il pubblico ministero ritiene che siano stati emessi circa cinquanta certificati falsi. Gli imputati, tuttavia, hanno sempre dichiarato la loro innocenza, affermando che i pazienti presentavano condizioni di salute che giustificavano l’esonero dalla vaccinazione.

I medici sotto accusa sostengono che i certificati di esenzione siano stati rilasciati in buona fede, basandosi su valutazioni cliniche accurate. “Le condizioni dei pazienti erano chiaramente compatibili con l’esonero dalla vaccinazione,” hanno dichiarato gli imputati, difendendo la legittimità del loro operato professionale.

Tra i casi più noti c’è quello di Franco Trinca, biologo nutrizionista e figura prominente nel movimento no-vax italiano. Trinca è stato esentato dalla vaccinazione da uno dei medici imputati e successivamente è deceduto a causa del Covid-19. Questo episodio ha attirato particolare attenzione mediatica e ha contribuito ad alimentare il dibattito sulle certificazioni di esenzione vaccinale.

Giuseppe Petrazzini, il pubblico ministero, ha portato avanti un’inchiesta che ha rivelato un presunto schema di falsificazione di documenti medici. L’accusa principale è che i tre medici abbiano emesso certificati di esenzione senza un reale fondamento clinico, compromettendo così la campagna vaccinale e mettendo a rischio la salute pubblica. Se i medici saranno riconosciuti colpevoli, potrebbero affrontare severe conseguenze legali e professionali.

Redazione

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