Si sente male mentre è in vacanza in Umbria: bimbo canadese salvato dall’ospedale di Perugia

Il piccolo aveva iniziato ad accusare intensi dolori durante la minzione. I medici gli hanno asportato una neoformazione gigante di origine congenita

Un viaggio in Umbria si è trasformato in una corsa contro il tempo per la salute di un bambino di due anni, appartenente a una famiglia canadese in visita nella regione. Il piccolo, iniziando ad accusare intensi dolori durante la minzione, è stato portato d’urgenza all’ospedale di Perugia, dove un tempestivo intervento chirurgico ha scongiurato complicazioni potenzialmente gravi.

La situazione è stata gestita con prontezza dall’equipe di chirurgia pediatrica dell’ospedale ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia, guidata dal dottor Marco Prestipino. “Grazie all’intervento immediato di pediatri e radiologi, che hanno effettuato una Tac, è stata individuata una neoformazione gigante di origine congenita,” si legge in una nota diffusa dall’azienda ospedaliera.

Inizialmente, era stata presa in considerazione l’idea di somministrare una terapia antibiotica al piccolo, per poi programmare l’operazione nel suo Paese natale. Tuttavia, la fiducia acquisita nei confronti dei professionisti dell’ospedale perugino ha spinto i genitori a decidere per l’intervento in Italia. “L’intervento è stato eseguito con successo,” conferma la nota, “e il bambino è stato dimesso in ottima salute, pronto per il viaggio di ritorno in Canada.”

Il dottor Prestipino ha sottolineato l’importanza della diagnosi e dell’intervento tempestivi per patologie di questo tipo, che presentano un’incidenza di 1 su 5.000 nati e che, se non trattate in tempo, possono portare a gravi complicanze, come peritoniti o danni permanenti agli organi interni. “Con l’intervento chirurgico, abbiamo rimosso la massa congenita, preservando la salute del bambino,” ha spiegato il primario.

L’operazione è stata portata a termine con la collaborazione di un team multidisciplinare, che includeva i dottori Melissa Berardino, Martina Ogunleye e l’anestesista Laura Marchesini, supportati dal personale infermieristico di sala. Un ruolo chiave è stato svolto anche dalla dottoressa Sara Riccioni, specialista in radiologia neonatale e pediatrica, che ha eseguito la Tac diagnostica in urgenza.

Redazione

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