Iniziatosi il 13 febbraio presso Palazzo Gallenga, il Progetto Fenice si è distinto per il suo coinvolgimento attivo nel territorio della Valnerina, culminando nella firma di un importante documento di intenti. Quest’ultimo è stato ratificato oggi a Norcia, in occasione della manifestazione “Nero Norcia”, dedicata al celebre tartufo umbro. Al tavolo dei firmatari si sono seduti rappresentanti dell’Università per Stranieri di Perugia, del Comune di Norcia, della Camera di Commercio dell’Umbria e della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, tutti partner dell’iniziativa.
Questo documento fondamentale riflette un’esemplare collaborazione interistituzionale, nata da un processo di progettazione partecipata che ha superato barriere disciplinari e istituzionali. Circa sessanta professionisti hanno partecipato attivamente al dibattito, organizzato in tavoli tematici mirati a indirizzare il progetto su quattro assi principali: l’apertura internazionale del territorio, il supporto alle imprese locali, la creazione di nuovi profili professionali e la valorizzazione dei siti di ricostruzione come centri di ricerca e formazione.
Durante la presentazione, sono stati spiegati i punti salienti e gli obiettivi del Progetto Fenice. Tra i relatori, Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Davide Ficola e Marco Martini per la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, e Chiara Silvestrini per l’Università per Stranieri di Perugia, principale promotore dell’iniziativa.
La professoressa Chiara Biscarini, promotrice e coordinatrice scientifica del progetto, ha enfatizzato che “valorizzare i luoghi della ricostruzione come laboratori di ricerca didattica e scientifica rappresenta una sfida entusiasmante. Siamo convinti che le attività previste contribuiranno significativamente alla rinascita di Norcia e della Valnerina, specialmente in termini di apertura internazionale”.
“Siamo impegnati”, ha dichiarato Federico Sisti, “a realizzare una strategia di sviluppo sostenibile per i territori colpiti dal terremoto. La dichiarazione d’intenti firmata oggi rappresenta il primo passo verso una ricostruzione che coinvolga attivamente le comunità locali, incentivando l’iniziativa imprenditoriale e valorizzando le risorse del territorio”.
Marco Magarini ha aggiunto: “La profondità d’azione del Progetto Fenice ha il potenziale per generare un impatto positivo a medio e lungo termine su tutta la Valnerina. La nostra scuola contribuirà con percorsi formativi di eccellenza, volti a potenziare le competenze locali e migliorare la governance pubblica per favorire lo sviluppo socio-economico dell’area”.
Finanziato con un investimento di quasi 5 milioni di euro dal Dipartimento ministeriale per la coesione territoriale, il Progetto Fenice mira a instaurare un polo d’Internazionalizzazione didattica e produttiva, offrendo percorsi formativi avanzati in turismo, enogastronomia, sostenibilità e culture digitali. “Attraverso un approccio interdisciplinare”, il progetto intende promuovere l’innovazione, la formazione continua, la collaborazione e la sostenibilità, con l’obiettivo di spingere verso l’internazionalizzazione, la digitalizzazione e la transizione ecologica.
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