Durante la solenne inaugurazione dell’anno giudiziario, tenutasi a Perugia nell’ambito accademico del Dipartimento di Agraria, sono stati resi noti dati significativi relativi all’attività della Corte dei conti dell’Umbria nell’anno appena concluso. Il totale dei risarcimenti ordinati tramite sentenze ammonta a oltre 31 milioni di euro, frutto di 61 decisioni emesse dalla Sezione giurisdizionale, metà delle quali ha visto la condanna degli imputati, e una quota del 10% relativa a giudizi abbreviati, che hanno permesso agli imputati di beneficiare di riduzioni sulle somme dovute.
Tra le questioni di maggiore rilievo affrontate dalla Corte, figurano le controversie legate alla gestione dei rifiuti da parte della Gesenu, le complessità derivanti dall’ex ospedale di Città di Castello e dal lascito Mariani, nonché la vicenda riguardante il Piano urbano di Umbertide che ha visto la condanna di ex amministratori e funzionari comunali. A fine anno, erano ancora in sospeso 69 procedimenti, con sequestri conservativi autorizzati per un valore superiore ai tre milioni di euro.
L’evento è stato anche l’occasione per esprimere la marcata opposizione della Corte nei confronti delle riforme governative recenti, percepite come un indebolimento dei poteri di controllo della magistratura. In particolare, è stata criticata la proroga dello scudo erariale, che limita la responsabilità degli amministratori pubblici escludendo le negligenze gravi dall’ambito di colpa. La Corte ha inoltre sollevato preoccupazioni per l’esclusione dal controllo delle opere finanziate tramite il Pnrr.
Piero Carlo Floreani, presidente della Sezione, ha ribadito l’importanza della tutela dei cittadini oltre che delle prerogative della magistratura contabile, sottolineando come le riforme sembrino attenuare il concetto di colpa grave. La discussione si è estesa al problema della cosiddetta burocrazia difensiva e alla reticenza alla firma da parte dei funzionari pubblici, fenomeni visti come ostacoli all’efficienza amministrativa.
Rosa Francaviglia, procuratrice, ha messo in evidenza la necessità di norme semplici e comprensibili per superare l’attuale complessità legislativa, che rischia di bloccare l’azione amministrativa senza tuttavia garantire una copertura totale. Ha altresì sottolineato l’importanza di una responsabilizzazione indiscriminata di dipendenti e amministratori pubblici per una gestione ottimale delle risorse a disposizione.
Dal punto di vista numerico, nonostante la limitatezza territoriale, l’Umbria si posiziona al settimo posto per numero di giudizi di responsabilità promossi nel 2023 e all’ottavo per gli importi dei danni richiesti. Con 1.471 esposti ricevuti, in aumento rispetto all’anno precedente, la maggior parte ha portato a decisioni di archiviazione, mentre le indagini aperte sono significativamente aumentate. La Procura ha chiesto risarcimenti per un totale di 20,5 milioni di euro, evidenziando un incremento rispetto al periodo precedente.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.