Incendi in tre scuole di Perugia: ipotesi “social challenge”

Tre incidenti simultanei al Pieralli, al Capitini e alla succursale dell’Alessi si sono verificati nella tarda mattinata di giovedì

Aula scolastica

Nell’ultima settimana, la comunità scolastica di Perugia è stata scossa da tre incidenti quasi simultanei che hanno visto protagonisti altrettanti istituti superiori: il Pieralli, il Capitini e la succursale dell’Alessi. Intorno alla tarda mattinata di giovedì, i sensori di rilevamento fumo di queste scuole hanno segnalato la presenza di incendi, costringendo gli studenti ad evacuare gli edifici secondo le procedure di emergenza stabilite. Questi eventi, fortunatamente limitati a piccoli roghi più ricchi di fumo che di fiamme, provocati presumibilmente dalla combustione di materiale facilmente infiammabile come la carta, hanno sollevato sospetti e interrogativi all’interno della comunità educativa e oltre.

Il fenomeno delle cosiddette “social challenge”, sfide lanciate attraverso i social network che spingono soprattutto i più giovani a mettere in atto comportamenti rischiosi al fine di guadagnare popolarità online, emerge come potenziale movente dietro questi incidenti. La rapidità con cui queste sfide si diffondono tra gli adolescenti e il loro impatto sulla sicurezza e sul benessere dei giovani sono diventati oggetto di studio da parte di esperti e istituzioni. In particolare, un’indagine condotta dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), con il supporto del Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha gettato luce sull’incidenza di queste pratiche tra gli studenti italiani.

Il rapporto, frutto di un’indagine su oltre 8.700 studenti tra gli 11 e i 17 anni effettuata nell’autunno del 2022, rivela che una percentuale significativa di giovani ha partecipato a queste sfide pericolose. La prevalenza è maggiore tra gli studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni, con il 7,6% (circa 129.310 individui) che ha ammesso di aver preso parte a tali sfide, rispetto al 5% (pari a 113.849) degli studenti tra i 14 e i 17 anni. Questi dati evidenziano non solo la diffusione del fenomeno ma anche la sua pericolosità, soprattutto tra i più giovani.

Nel caso specifico degli incendi nelle scuole superiori perugine, le autorità hanno preso molto seriamente l’ipotesi che questi possano essere stati provocati nell’ambito di una “challenge” sociale. In uno degli istituti, il Pieralli, è stato persino necessario richiedere l’intervento dei carabinieri per indagare sull’accaduto.

Redazione

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