Perugia Tomorrow
Accedi
Cerca
Close this search box.

Umbria, allarme povertà per 38.000 persone: pensionati più ricchi dei lavoratori

Il dato drammatico dell'Agenzia Umbria Ricerche: le famiglie giovani in condizioni peggiori. La regione è quella con l'incidenza maggiore nel centro Nord

Istat e Caritas hanno evidenziato un fenomeno preoccupante in Italia: un numero crescente di lavoratori, nonostante percepiant uno stipendio, fatica a raggiungere la fine del mese e si trova in condizioni di povertà. Questa tendenza non risparmia l‘Umbria, dove, secondo i dati forniti dall’Agenzia Umbria Ricerche (Aur), si registra un livello di salario medio inferiore rispetto alla media nazionale, una situazione attribuita principalmente alla minore produttività del lavoro nella regione.

Un’indagine dettagliata dell‘Aur ha rivelato che, nel 2022, oltre 38.000 famiglie umbre, corrispondenti al 10% del totale, vivono in stato di povertà relativa, incidendo su più di 124.000 individui, ovvero il 13,3% della popolazione familiare. La povertà mostra un impatto maggiore sulle famiglie numerose, con un rischio di povertà che cresce all’aumentare dei componenti.

Le famiglie con minori presentano una vulnerabilità maggiore (18,1%), contrariamente a quelle con membri anziani (6,6%). Le famiglie con almeno uno straniero registrano un tasso di disagio economico (33,3%) significativamente superiore alla media regionale. Inoltre, l’incidenza della povertà varia considerevolmente a seconda della composizione familiare, dal 5,5% per le famiglie monocomponenti al 17,6% per quelle con tre o più membri, con un picco del 25,7% nelle famiglie con due o più figli.

Analizzando le caratteristiche socio-economiche delle persone di riferimento delle famiglie, emerge che i giovani (18-34 anni) e gli adulti (35-64 anni) sono più esposti al rischio di povertà (16,4% e 12,4%, rispettivamente) rispetto agli anziani (6,3%). La cittadinanza influisce notevolmente: le famiglie con capofamiglia straniero sono cinque volte più a rischio rispetto a quelle italiane (34,8% contro 7,1%). Anche il livello di istruzione ha un impatto significativo, con famiglie guidate da persone con istruzione bassa più vulnerabili rispetto a quelle con diploma (12,7% contro 7,6%).

La condizione lavorativa è un altro fattore critico: le famiglie con capofamiglia occupato presentano un tasso di povertà superiore rispetto a quelle in cui il capofamiglia è pensionato (11,1% contro 5,7%), evidenziando come il rischio di povertà sia maggiore in presenza di precarietà lavorativa o retribuzioni basse, specialmente nelle famiglie più giovani o numerose.

L’Umbria, pur registrando un tasso di povertà in linea con la media nazionale (10,9%), si distingue per avere la più alta incidenza di povertà tra le regioni del Centro-Nord, posizionandosi come un punto di congiunzione tra il più ricco Nord e il più povero Mezzogiorno d’Italia. Le differenze riscontrate a livello regionale riflettono le disparità presenti anche nel contesto nazionale, con particolari categorie di famiglie che in Umbria mostrano un disagio economico maggiore o minore rispetto al resto del Paese.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Il tour di Conte ha toccato tre città umbre: Foligno, Gubbio e Perugia. A Foligno,...
A partire da lunedì 20 maggio, nell’ambito del piano di riqualificazione della E45, saranno effettuati...
Grazie alle informazioni fornite dai testimoni, la polizia è riuscita a rintracciare un 39enne, che...

Altre notizie

Perugia Tomorrow