Una situazione inusuale ha portato un’ostetrica dell’Azienda ospedaliera di Foligno davanti alla Corte dei Conti. Il caso riguarda una garza dimenticata nell’addome di una donna dopo il parto cesareo, un errore che ha avuto ripercussioni gravi sia per la madre che per il neonato. La Procura contabile ha sostenuto che tale dimenticanza costituisce “manifesta imperizia e negligenza”, risultando in un danno erariale per l’ospedale.
La Corte dei conti è stata chiamata a stabilire la responsabilità dell’ostetrica nella vicenda. La richiesta era di un risarcimento di 15.000 euro a favore dell’Azienda ospedaliera di Foligno, da dividere con un altro collega già giudicato dalla Corte. Questo risarcimento segue il pagamento già effettuato dall’assicurazione alla paziente per il danno subito.
Di fronte all’accusa, l’ostetrica ha cercato una via per evitare il processo, chiedendo di essere riammessa nei termini di legge per poter risarcire il danno e chiudere il caso. La Procura ha riconosciuto la congruità del pagamento proposto, e dopo aver verificato il versamento, la Corte dei conti ha chiuso il caso. La Procura ha inoltre stabilito che l’ostetrica dovrà sostenere le spese giudiziali ed accessori, ammontanti a 4.717 euro.
L’errore medico è avvenuto durante un intervento di parto cesareo, con la conseguente necessità di un secondo intervento chirurgico per rimuovere la garza dimenticata. Questo incidente ha causato una grave infezione, con postumi dannosi per la madre e per il neonato, evidenziando una grave mancanza di attenzione e cura nel trattamento dei pazienti.
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