La Giunta regionale dell’Umbria ha adottato, su proposta dell’assessore all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca, il piano regionale per l’individuazione delle zone di accelerazione degli impianti a fonti rinnovabili. Il provvedimento, già pre-adottato con la DGR n. 473/2026, ha completato positivamente la valutazione ambientale strategica (VAS) e passa ora all’Assemblea legislativa per l’approvazione definitiva. L’obiettivo è favorire gli investimenti nelle energie pulite, riducendo i tempi delle autorizzazioni e concentrando i nuovi impianti nelle porzioni di territorio dove l’impatto ambientale può essere contenuto.
Il piano, previsto dall’articolo 12 del decreto legislativo 190/2024 che recepisce la direttiva europea RED III, colloca l’Umbria tra le prime regioni italiane ad aver adottato uno strumento specifico per velocizzare la realizzazione degli impianti rinnovabili. Le principali novità riguardano la riduzione di un terzo dei tempi per l’Autorizzazione unica, il carattere non vincolante dei pareri paesaggistici e la possibilità di evitare la valutazione di impatto ambientale per i progetti che rispettano le condizioni previste nelle zone individuate.
Autorizzazioni più rapide per gli impianti a fonti rinnovabili
Il nuovo piano, denominato Prizat, introduce un regime amministrativo semplificato per gli interventi localizzati nelle zone di accelerazione. Per gli impianti soggetti ad Autorizzazione unica, i termini ordinari dei procedimenti vengono ridotti di un terzo, con l’intento di limitare i ritardi che possono incidere sulla programmazione degli investimenti.
Cambiano anche le modalità di acquisizione dei pareri paesaggistici. Il parere resta obbligatorio, ma non avrà carattere vincolante sia per gli interventi sottoposti ad Autorizzazione unica sia per quelli realizzati attraverso la procedura abilitativa semplificata (PAS) o in regime di attività libera. Qualora l’autorità interpellata non si pronunci entro i termini stabiliti dalla legge, l’amministrazione potrà comunque procedere al rilascio del titolo autorizzativo.
Un’altra disposizione riguarda la valutazione di impatto ambientale (VIA). Per i progetti compresi nelle zone di accelerazione, il piano prevede la non applicazione delle procedure disciplinate dal Titolo III della parte seconda del decreto legislativo 152/2006, nel rispetto delle condizioni ambientali stabilite.
La semplificazione si basa sulla valutazione già effettuata dalla Regione attraverso la VAS dell’intero piano. I singoli interventi dovranno comunque recepire le prescrizioni e le misure di mitigazione individuate durante l’esame ambientale.
Dove saranno individuate le zone di accelerazione in Umbria
La scelta delle superfici destinate a ospitare gli impianti privilegia aree già trasformate dall’attività umana, limitando il ricorso a terreni non urbanizzati.
La mappatura comprende le aree industriali, le cave dismesse, il sito di interesse nazionale di Terni – Papigno e le coperture degli edifici esistenti. Si tratta di contesti nei quali l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile può essere integrata con il recupero o il riutilizzo di superfici già compromesse.
La ricognizione territoriale è stata condotta attraverso un’analisi tecnica e i risultati sono consultabili sulla piattaforma geografica regionale UmbriaGeo, accessibile agli operatori economici e ai cittadini.
L’inserimento di un’area nel piano non comporta, tuttavia, la possibilità di realizzare qualsiasi intervento senza condizioni. Le semplificazioni amministrative restano subordinate all’applicazione delle misure di mitigazione ambientale ed ecologica, previste per contenere gli effetti degli impianti sul paesaggio e sugli ecosistemi.
De Luca: «Tempi certi per gli investimenti e tutela attiva del paesaggio»
L’assessore regionale Thomas De Luca ha sottolineato il rapporto tra la riduzione degli adempimenti burocratici e la salvaguardia delle caratteristiche ambientali del territorio.
“Snellimento delle procedure, tempi certi per gli investimenti e tutela attiva del paesaggio attraverso la riqualificazione di aree già compromesse – dichiara l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Thomas De Luca – essere in una Zona di accelerazione non è una semplice definizione geografica, ma un vero cambio di paradigma. La transizione energetica è un’opportunità concreta e veloce per il nostro territorio, con i tempi della burocrazia ridotti per chi investe nel futuro verde dell’Umbria.”
De Luca ha inoltre ringraziato il servizio transizione energetica e sviluppo sostenibile per il lavoro tecnico e amministrativo che ha consentito di completare il percorso di valutazione del piano.
“Le zone di accelerazione non rappresentano in alcun modo aree in cui tutto è permesso – precisa l’assessore De Luca – al contrario, sono porzioni di territorio individuate con la massima cura e rigore scientifico per minimizzare il consumo di suolo, privilegiando superfici già compromesse o antropizzate come le aree industriali, le cave dismesse e le coperture degli edifici. Forniamo agli operatori un quadro normativo chiaro e trasparente per investire senza il rischio di rimanere bloccati in estenuanti contenziosi burocratici”.
Il passaggio in Assemblea legislativa e gli obiettivi energetici
Con l’adozione da parte della Giunta e il completamento della VAS, il piano regionale delle zone di accelerazione entra nella fase istituzionale successiva. Il documento sarà trasmesso all’Assemblea legislativa dell’Umbria, chiamata a discuterlo e ad approvarlo definitivamente.
Il provvedimento si inserisce nel percorso di attuazione delle politiche europee e nazionali per la diffusione delle fonti rinnovabili, con riferimento anche agli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC).
“Rinnovabili e paesaggio possono coesistere, questo atto è un’ulteriore dimostrazione – conclude l’assessore De Luca – la via umbra alla transizione energetica, potrà trasformarsi in un nuovo paradigma solo se saremo in grado di raggiungere gli obiettivi del PNIEC, con un lavoro di squadra tra istituzioni, imprese e territorio”.
Il percorso di approvazione riguarda quindi uno strumento destinato a disciplinare sia la localizzazione degli impianti sia le condizioni amministrative e ambientali per la loro realizzazione, con procedure più brevi nelle aree individuate e specifici obblighi di tutela del territorio.
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