Cascia, riapre l’ospedale Santa Rita a dieci anni dal terremoto

Inaugurato il nuovo presidio sanitario ricostruito dopo il sisma del 2016. La struttura antisismica ospita 40 posti letto, un Ospedale di Comunità e una Casa di Comunità. Il piazzale d'ingresso intitolato al dottor Angelo Gentili.

A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, Cascia ritrova il proprio ospedale. Nel pomeriggio del 30 ottobre 2026, alle 16.15, è stato inaugurato il nuovo presidio sanitario Santa Rita, realizzato dopo la demolizione dell’edificio danneggiato dal sisma. La struttura, completamente ricostruita secondo elevati standard di sicurezza antisismica, riunisce servizi di riabilitazione, assistenza territoriale e degenza intermedia, per un totale di 40 posti letto. Alla cerimonia hanno partecipato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, i vertici dell’Azienda Usl Umbria 2 e numerosi cittadini.

L’apertura del nuovo ospedale rappresenta una delle tappe più significative della ricostruzione sanitaria in Valnerina. Il presidio sarà al servizio dei circa 3mila residenti di Cascia, ma anche delle persone che raggiungono ogni anno la città di Santa Rita, meta di pellegrinaggio religioso.

Durante l’inaugurazione, il piazzale davanti all’ingresso è stato intitolato al dottor Angelo Gentili.

Un ospedale antisismico costruito su 35 isolatori

Il nuovo Santa Rita è stato progettato per garantire la continuità dei servizi sanitari anche in un territorio caratterizzato da un’elevata esposizione al rischio sismico.

L’edificio presenta una struttura in cemento armato sviluppata su tre piani di circa 1.400 metri quadrati ciascuno, organizzati intorno a una corte centrale.

Questa soluzione architettonica consente alla luce naturale di raggiungere gli ambienti interni, migliorando le condizioni di utilizzo degli spazi destinati ai pazienti e al personale sanitario.

L’elemento principale del progetto riguarda però la sicurezza strutturale.

Il nuovo ospedale appartiene alla classe d’uso IV, la categoria più elevata prevista per gli edifici strategici, che devono mantenere un ruolo essenziale anche in situazioni di emergenza.

La costruzione poggia su 35 isolatori sismici a pendolo, dispositivi progettati per ridurre la trasmissione delle sollecitazioni del terreno all’edificio durante un terremoto.

Il sistema è stato concepito per proteggere non soltanto la struttura portante, ma anche gli elementi interni, le apparecchiature sanitarie e gli arredi.

L’obiettivo è assicurare condizioni di maggiore sicurezza ai pazienti e agli operatori, riducendo il rischio di interruzioni dell’attività assistenziale in caso di nuove scosse.

Quaranta posti letto tra riabilitazione e Ospedale di Comunità

Il nuovo presidio è organizzato secondo un modello che integra differenti livelli di assistenza sanitaria.

Al primo piano si trova il reparto di Riabilitazione, che mantiene la dotazione di 20 posti letto già prevista nella precedente organizzazione.

Il secondo piano ospita invece l’Ospedale di Comunità, realizzato attraverso la trasformazione della precedente Residenza sanitaria assistita.

Con questa riorganizzazione, la capacità ricettiva del servizio passa da 10 a 20 posti letto, raddoppiando rispetto alla dotazione della vecchia Rsa.

Complessivamente, il Santa Rita disporrà quindi di 40 posti letto, distribuiti tra riabilitazione e assistenza intermedia.

La struttura svolgerà inoltre il ruolo di stabilimento riabilitativo del presidio ospedaliero di Spoleto, rafforzando il collegamento tra i servizi sanitari della Valnerina e quelli dell’area spoletina.

Il nuovo assetto punta a favorire la continuità delle cure, accompagnando i pazienti nelle diverse fasi del percorso assistenziale.

La Casa di Comunità già attiva da giugno

Al piano terra del nuovo edificio è collocata la Casa di Comunità, operativa dal 4 giugno 2026.

Per questo servizio sono stati impiegati 157.250 euro di finanziamenti PNRR.

La presenza della Casa di Comunità all’interno dello stesso complesso che ospita la riabilitazione e l’Ospedale di Comunità costituisce uno degli aspetti centrali della nuova organizzazione sanitaria.

Il modello consente di concentrare in un’unica sede differenti funzioni assistenziali, facilitando il collegamento tra i servizi territoriali e quelli destinati alla degenza.

L’integrazione risponde all’esigenza di garantire cure di prossimità in un’area nella quale la distribuzione dei centri abitati e le caratteristiche del territorio rendono particolarmente importante la presenza di presidi sanitari accessibili.

La nuova struttura punta quindi a seguire il paziente dalla prevenzione alla cura, fino al recupero dell’autonomia e al rientro a domicilio.

Il terremoto del 2016 e l’evacuazione dei pazienti

La ricostruzione del Santa Rita ha origine nelle conseguenze della violenta scossa che colpì l’Italia centrale il 30 ottobre 2016.

L’ospedale di Cascia, costruito alla fine degli anni Cinquanta, subì danni tali da comprometterne completamente l’utilizzo.

Durante l’emergenza fu necessario evacuare i pazienti ricoverati, in condizioni particolarmente difficili.

L’inagibilità dell’edificio venne formalizzata con l’ordinanza comunale numero 260 del 12 novembre 2016, che ne dispose lo sgombero.

La chiusura comportò la sospensione dei 20 posti letto di riabilitazione, dei 10 posti di Residenza sanitaria assistita e dei servizi di diagnosi e cura ospitati nella struttura.

Per Cascia si trattò di una perdita particolarmente rilevante, perché l’ospedale rappresentava un riferimento sanitario per la popolazione locale e per il territorio circostante.

Nonostante l’impossibilità di utilizzare l’edificio, l’assistenza ai cittadini proseguì attraverso una serie di soluzioni temporanee.

Come sono stati garantiti i servizi sanitari durante la ricostruzione

La riorganizzazione dell’assistenza iniziò già nelle settimane successive al terremoto.

Nel novembre 2016, parte delle attività sanitarie venne trasferita nel Centro di salute di via XX Settembre, consentendo la prosecuzione dei servizi essenziali.

Nel febbraio 2017 fu poi attivato un presidio sanitario modulare nel piazzale Papa Leone XIII, realizzato per rispondere alle necessità della popolazione durante la fase emergenziale.

Un ulteriore passaggio arrivò il 22 settembre 2018, con l’apertura della struttura destinata alla riabilitazione e alla Rsa nell’ex Casa degli Esercizi spirituali.

Gli spazi erano stati messi a disposizione dalle Monache Agostiniane del Monastero di Santa Rita, con il sostegno della Fondazione Francesca Rava.

Quella struttura rappresentò il primo presidio sanitario a tornare operativo nell’intero cratere del terremoto.

La soluzione permise di ripristinare una parte importante delle attività assistenziali in attesa della ricostruzione definitiva dell’ospedale.

Il percorso ha richiesto il coinvolgimento di istituzioni, organizzazioni sanitarie, realtà religiose e soggetti impegnati nel sostegno alle comunità terremotate.

Proietti: «Un luogo costruito per le persone»

Durante l’inaugurazione, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha ricordato le condizioni nelle quali avvenne l’evacuazione dell’ospedale nel 2016.

“Dieci anni fa, in queste ore, a Cascia si portavano in salvo pazienti che non potevano camminare, con gli ascensori bloccati e la paura negli occhi”, ha dichiarato.

Proietti ha collegato il completamento della nuova struttura alla necessità di garantire sicurezza e continuità assistenziale alla popolazione.

“Oggi consegniamo a questa comunità un ospedale costruito perché quella paura non torni più”, ha aggiunto.

La presidente ha sottolineato che il Santa Rita non è soltanto un edificio antisismico, ma anche un presidio organizzato intorno alle esigenze delle persone.

La compresenza di Casa di Comunità, Ospedale di Comunità e Riabilitazione permette infatti di costruire un percorso sanitario integrato.

Proietti ha inoltre ricordato la tradizione di Cascia nel settore riabilitativo, definendola una delle caratteristiche distintive dell’offerta sanitaria locale.

Nel suo intervento ha ringraziato la struttura commissariale, l’Ufficio speciale ricostruzione, la precedente amministrazione regionale, l’Azienda Usl Umbria 2, il Comune, i progettisti, le imprese e gli operatori sanitari che hanno garantito la continuità dell’assistenza durante gli anni successivi al sisma.

Usl Umbria 2: più assistenza e servizi integrati per la Valnerina

Il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2, Roberto Noto, ha evidenziato il ruolo della nuova struttura nell’organizzazione sanitaria del territorio.

Secondo Noto, l’apertura del Santa Rita rappresenta un passaggio importante per il rafforzamento dei servizi nella Valnerina.

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con la Regione Umbria, prevedendo fin dall’inizio un’organizzazione capace di integrare assistenza territoriale e ospedaliera.

La trasformazione della precedente Rsa in Ospedale di Comunità permette di aumentare i posti disponibili per la degenza intermedia, mantenendo invariata la capacità del reparto riabilitativo.

L’obiettivo dichiarato dall’Azienda sanitaria è garantire cure più vicine ai cittadini, attraverso una rete di servizi coordinati.

Questa impostazione assume particolare rilievo nei territori montani, dove la distanza dai principali centri ospedalieri può incidere sull’accessibilità delle prestazioni.

Il piazzale dell’ospedale intitolato ad Angelo Gentili

La cerimonia del decennale ha avuto anche un momento dedicato alla memoria.

Il piazzale situato davanti all’ingresso del nuovo ospedale è stato intitolato al dottor Angelo Gentili, legando il suo nome al presidio sanitario restituito alla città.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Cascia Mario De Carolis, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, il direttore generale dell’Usl Umbria 2 Roberto Noto, il direttore regionale Gianluca Fagotti e diversi consiglieri regionali.

Numerosi cittadini hanno assistito alla cerimonia, che si è svolta nel giorno esatto del decimo anniversario della scossa del 2016.

Il ritorno dell’ospedale Santa Rita segna la conclusione di un lungo percorso di ricostruzione sanitaria, iniziato con l’evacuazione dei pazienti e proseguito attraverso strutture provvisorie e soluzioni assistenziali alternative.

Con i suoi 40 posti letto, la Casa di Comunità e le tecnologie antisismiche adottate, il nuovo presidio torna a rappresentare un punto di riferimento per Cascia e per la Valnerina.

Redazione

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