Il segretario della Lega Perugia, Giacomo Areni, ha commentato in una nota i dati diffusi dalla Procura generale di Perugia sui reati in materia di stupefacenti. Nel circondario di Perugia i procedimenti iscritti sono passati da 321 a 421, con un incremento superiore al 31%. La Lega ritiene che questi numeri impongano una riflessione seria e chiede all’amministrazione comunale di spiegare ai cittadini quale strategia intenda adottare per contrastare lo spaccio e prevenire il radicamento della criminalità sul territorio.
I numeri e il quadro descritto dalla relazione
L’aumento è di cento procedimenti in più, un dato che il partito definisce allarmante. Secondo quanto riportato nella nota, la relazione della Procura descrive il territorio come un luogo di deposito, stoccaggio e transito di sostanze stupefacenti. Il documento segnala inoltre la presenza di organizzazioni criminali sempre più strutturate. Su questo quadro la Lega costruisce la richiesta rivolta a Palazzo dei Priori.
Le richieste all’amministrazione comunale
Areni sostiene che l’amministrazione, definita dal partito “di sinistra”, debba informare la cittadinanza sulle iniziative previste. Secondo la Lega, le sole dichiarazioni rassicuranti non sono sufficienti. Il partito indica quattro priorità: una presenza costante nelle aree più esposte della città; un coordinamento efficace con le forze dell’ordine; interventi di prevenzione rivolti ai giovani; un’azione concreta per restituire sicurezza ai quartieri.
Nella nota non è riportata una replica del Comune.
Il rafforzamento della presenza dello Stato e l’operazione “Strade Sicure”
La Lega afferma che si sarebbe aspettata un’iniziativa più decisa del Comune per ottenere un rafforzamento della presenza dello Stato a tutela dei cittadini e delle zone più colpite dalla criminalità. A livello nazionale, ricorda la nota, il partito si è già mosso. La Commissione Difesa della Camera ha dato il via libera a una risoluzione per il potenziamento dell’operazione “Strade Sicure”.
Dopo questo passaggio, l’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, segretario della Lega Umbria, si è impegnato a confrontarsi con il Ministero dell’Interno e con i prefetti di Perugia e Terni. L’obiettivo è che una parte dei militari aggiuntivi venga destinata alle città umbre, con particolare attenzione alle stazioni e alle aree più sensibili. Secondo la Lega, l’iniziativa servirebbe a rafforzare i presidi sul territorio e a garantire maggiore sicurezza alla comunità.
Le competenze di Stato e Comune
Il comunicato riconosce che il contrasto al narcotraffico e le indagini sulle organizzazioni criminali spettano alle autorità statali e giudiziarie. Secondo Areni, però, questo non esonera il Comune dalle proprie responsabilità in materia di sicurezza urbana, prevenzione, presidio degli spazi pubblici e collaborazione istituzionale. La nota richiama dunque un doppio livello di intervento. Allo Stato e alla magistratura spettano repressione e indagini, mentre agli enti locali spettano la presenza sul territorio e le politiche di prevenzione.
La posizione della Lega Perugia
Il partito annuncia che continuerà a denunciare le criticità e a chiedere risposte al Comune. Nella nota si afferma che i cittadini hanno diritto a vivere in una città sicura e che le istituzioni non possono sottrarsi a questo dovere. La presa di posizione si inserisce nel confronto politico locale sulla sicurezza urbana a Perugia, alimentato dai dati della Procura generale sull’aumento dei procedimenti per reati legati agli stupefacenti.
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