Riders, il nodo diritti: filo rosso fra l’Umbria e Roma per tesserino, legge e contratto

ra CCNL food delivery, sicurezza sul lavoro e trasparenza dell'algoritmo, il settore delle consegne a domicilio cerca una svolta

La questione dei rider torna al centro del dibattito tra Roma e l’Umbria, dove sindacati, forze politiche regionali e associazioni datoriali discutono contemporaneamente su due tavoli distinti ma collegati. A Perugia, dopo la richiesta di Uiltrasporti di estendere anche al capoluogo il tesserino identificativo già attivo a Terni, è intervenuto il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche, mentre a livello nazionale prosegue il confronto tra sindacati confederali e Confcommercio AssoDelivery per il rinnovo del CCNL food delivery, con posizioni che si sono divaricate nelle ultime settimane tra le diverse sigle sindacali.

La battaglia in Umbria

Sul fronte umbro, Melasecche ha commentato la richiesta di estensione del tesserino sottolineando che essa “conferma la bontà di una battaglia che sosteniamo da tempo”, ricordando come il settore delle consegne a domicilio abbia bisogno di “regole chiare, controlli efficaci e strumenti che garantiscano legalità, sicurezza e trasparenza”. Secondo il consigliere leghista, lo strumento servirebbe non solo a contrastare il caporalato e il lavoro nero, ma anche a offrire garanzie ai cittadini che ricevono le consegne: “Chi riceve una consegna a domicilio deve poter sapere chi ha davanti, con la certezza che si tratti di una persona identificata e autorizzata a svolgere quel servizio”. Melasecche ha inoltre collegato il tema a episodi di cronaca che negli anni hanno coinvolto alcuni rider in attività illecite, precisando che ciò “non significa criminalizzare un’intera categoria”, ma richiede strumenti di prevenzione più efficaci, anche sotto il profilo dell’igiene alimentare. Per questo, ha criticato la legge regionale approvata dalla maggioranza di centrosinistra, definendola priva del coraggio di introdurre un tesserino identificativo unico, con il risultato di una disciplina “frammentata” tra i vari Comuni.

A rispondere è stato il consigliere regionale del Pd Francesco Filipponi, che ha ricordato l’assenza di un quadro normativo nazionale chiaro: a oggi, ha spiegato, il Ministero dei Trasporti non ha ancora emanato disposizioni che permettano alle Regioni di legiferare in autonomia su questo aspetto specifico, restando ferma la competenza regolamentare dei singoli Comuni. Filipponi ha comunque difeso l’impianto della legge regionale sulla gig economy, sottolineando che l’Umbria è stata tra le prime Regioni italiane a dotarsi di una normativa dedicata e che il Governo non ha presentato ricorso alla Corte costituzionale contro il provvedimento, “stante la correttezza del contenuto normativo”. La legge, ha aggiunto, punta a colmare i vuoti normativi della gig economy puntando su due pilastri: la tutela della salute e sicurezza sul lavoro e la garanzia di un lavoro equo e dignitoso, anche attraverso una maggiore trasparenza dei meccanismi digitali che regolano l’attività dei lavoratori delle piattaforme. Tra le fasi attuative in corso, Filipponi ha citato l’istituzione del registro regionale del lavoro digitale, articolato in un’anagrafe dei lavoratori e una dei soggetti giuridici che offrono lavoro tramite piattaforme, a cui i lavoratori potranno iscriversi gratuitamente, oltre alla costituzione di una Consulta regionale del lavoro digitale come organismo permanente di consultazione.

Luca Minestrini, segretario Felsa Cisl Umbria

Sul piano nazionale, intanto, il tavolo negoziale per il nuovo CCNL del food delivery ha fatto emergere divisioni tra le sigle sindacali: NIdiL CGIL e UILTemp hanno abbandonato la trattativa, denunciando l’assenza di aperture da parte datoriale su paga fissa e modello di lavoro, mentre FeLSA CISL ha scelto di proseguire il confronto, rivendicando di essere l’unica organizzazione confederale rimasta al tavolo per provare a sottoscrivere un accordo che disciplini il lavoro autonomo dei rider, coniugando tutele, flessibilità e libertà di autodeterminazione nell’attività svolta. Tra i punti al centro del negoziato figurano il superamento del cottimo puro che da anni caratterizza il compenso dei rider, l’introduzione di meccanismi di ristoro economico, le tutele in caso di condizioni climatiche estreme — dopo le proteste legate allo stop delle consegne durante le ondate di caldo — e una maggiore trasparenza sull’algoritmo che gestisce turni e assegnazioni. Resta aperta, sottolinea il segretario Luca  Minestrini, anche la questione dell’inquadramento contrattuale, con i rider tuttora classificati come lavoratori autonomi. Sul tema degli ammortizzatori sociali legati alle “ordinanze caldo”, è previsto un incontro al Ministero del Lavoro per chiedere una tutela specifica per i lavoratori autonomi impossibilitati a lavorare per motivi climatici. I lavoratori verranno aggiornati sugli sviluppi della trattativa in una nuova assemblea nazionale calendarizzata per il 29 luglio.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Lo scalo umbro registra il miglior mese della sua storia: nei primi otto mesi del...
La Regione aumenta da 500 mila a un milione di euro le risorse per il...
In Umbria il credito alle aziende minori resta in calo, mentre il costo del denaro...

Altre notizie