La ricostruzione post sisma del Centro Italia può rappresentare un modello nazionale per le politiche di rigenerazione urbana, adattamento climatico e rilancio delle aree interne. È quanto sostenuto dal senatore Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione del sisma 2016, intervenuto oggi in audizione davanti alla Commissione Ambiente della Camera.
Nel corso dell’incontro istituzionale, Castelli ha tracciato un bilancio delle attività avviate nei territori colpiti dal terremoto del 2016, evidenziando il percorso di ricostruzione portato avanti negli ultimi anni e le prospettive future per l’Appennino centrale.
“Il caso della ricostruzione e della rinascita dell’Appennino centrale, a dieci anni dal sisma 2016, può offrire alla Commissione Ambiente e al Parlamento una duplice opportunità”, ha dichiarato il commissario, spiegando che l’esperienza maturata nei territori del cratere potrebbe diventare un riferimento nazionale per lo sviluppo sostenibile e la gestione delle fragilità territoriali.
Secondo Castelli, il modello adottato punta a integrare sicurezza, sostenibilità ambientale e sviluppo economico, affrontando contemporaneamente le criticità legate al terremoto, allo spopolamento e ai cambiamenti climatici.
Il commissario ha ricordato che il cratere sismico coinvolge quattro regioni, dieci province, 138 comuni e oltre 600 mila abitanti, in un’area caratterizzata da profonde difficoltà demografiche e infrastrutturali già prima degli eventi sismici.
La ricostruzione è stata definita come una politica integrata, pensata non soltanto per riparare i danni causati dal terremoto, ma anche per rilanciare il tessuto sociale ed economico delle aree interne dell’Appennino centrale.
Nel corso dell’audizione, Castelli ha rivendicato il ruolo della Struttura commissariale e il modello di governance multilivello costruito attraverso la collaborazione tra Stato, Regioni ed enti locali.
Tra i dati illustrati figurano oltre 12 miliardi di euro concessi per la ricostruzione privata, di cui circa 7,5 miliardi già liquidati. Secondo quanto riferito dal commissario, sono stati completati più di 14 mila cantieri mentre altri 9.500 risultano attualmente in corso.
Anche sul fronte della ricostruzione pubblica sarebbero stati raggiunti risultati significativi. Circa il 98% degli interventi programmati risulta avviato o in fase di realizzazione, con oltre 4,6 miliardi di euro stanziati e più di 3.500 opere inserite nella programmazione complessiva.
Castelli ha sottolineato come il percorso avviato nell’Appennino centrale possa diventare un laboratorio nazionale per sperimentare nuove strategie di rigenerazione urbana e territoriale, soprattutto nelle aree interne maggiormente esposte a fenomeni di spopolamento e fragilità ambientale.
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