Welfare e servizi, avanti il protocollo tra Anci Umbria e sindacati

A Perugia confronto pubblico tra Comuni e organizzazioni sindacali per rafforzare la contrattazione sociale territoriale

Prosegue il percorso avviato in Umbria per rafforzare la collaborazione tra amministrazioni comunali e organizzazioni sindacali sui temi del welfare, dei servizi e della coesione sociale. Nella mattinata di mercoledì 27 maggio, alla Sala dei Notari di Perugia, si è svolto il confronto pubblico intitolato “Dalla firma all’azione”, iniziativa dedicata allo sviluppo del protocollo d’intesa sottoscritto a gennaio tra Anci Umbria, Cgil, Cisl, Uil e le sigle dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil.

L’accordo punta a strutturare e ampliare la contrattazione sociale territoriale tra Comuni umbri e sindacati attraverso incontri periodici dedicati alla discussione preventiva di bilanci comunali, piani sociali e principali scelte amministrative che incidono sulla vita dei cittadini.

Al centro dell’iniziativa il tema della costruzione di un welfare territoriale più vicino ai bisogni delle persone e capace di rafforzare il dialogo tra istituzioni e rappresentanze sociali.

Ad aprire i lavori è stata la relazione del professore Ugo Carlone dell’Università degli Studi di Perugia sullo stato del welfare in Umbria. Nel suo intervento il docente ha sottolineato come “il welfare non sia un costo ma un investimento”, evidenziando il valore sociale ed economico delle politiche pubbliche dedicate ai servizi e alla coesione territoriale.

L’incontro si è poi articolato in due tavole rotonde dedicate rispettivamente agli anziani e al welfare territoriale e al rafforzamento operativo del protocollo sottoscritto nei mesi scorsi.

Nel primo panel sono intervenuti i segretari generali di Spi Cgil Umbria Andrea Farinelli, Fnp Cisl Umbria Dario Bruschi, Uilp Uil Umbria Elisa Leonardi e il segretario generale di Anci Umbria Silvio Ranieri. Alla seconda tavola rotonda hanno partecipato invece i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil – Rita Paggio, Angelo Manzotti e Maurizio Molinari – insieme al presidente di Anci Umbria Federico Gori e al consigliere regionale Fabrizio Ricci.

Secondo quanto emerso durante il confronto, il protocollo rappresenta uno strumento destinato a consolidare il dialogo tra enti locali e sindacati sui temi legati ai servizi pubblici, alla sanità territoriale, ai trasporti e alla tutela del reddito.

La segretaria generale della Cgil Umbria Rita Paggio ha spiegato che l’accordo nasce dalla volontà di rendere la contrattazione sociale uno strumento stabile di partecipazione democratica e di riduzione delle disuguaglianze.

“Le persone hanno bisogno di avere risposte sul territorio, sia in termini di qualità dei servizi sia in termini di coesione sociale”, ha dichiarato Paggio, sottolineando l’importanza di rendere gli incontri con le amministrazioni comunali più strutturati, periodici ed estesi a tutto il territorio regionale.

Anche il segretario generale dello Spi Cgil Umbria Andrea Farinelli ha evidenziato il ruolo centrale dei Comuni come primo presidio democratico e punto di riferimento diretto per i cittadini.

“Oggi proviamo a dare sostanza al documento che abbiamo firmato sei mesi fa”, ha spiegato Farinelli, sottolineando come il confronto con i Comuni possa contribuire a costruire maggiore coesione sociale e comunità attorno ai temi più rilevanti per cittadini e pensionati.

Da parte di Anci Umbria è stato ribadito il valore del protocollo come strumento di partecipazione e collaborazione istituzionale. L’obiettivo dichiarato è superare una logica di contrapposizione tra amministrazioni e sindacati, favorendo invece un confronto costante sui bisogni delle comunità locali.

“Cerchiamo di superare l’antagonismo tra Comuni e sindacati, collaborando reciprocamente per attuare politiche di carattere sociale e di nuovo welfare”, ha affermato il segretario generale di Anci Umbria Silvio Ranieri.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, il protocollo potrebbe rappresentare un modello operativo per rafforzare la governance territoriale e migliorare la qualità delle risposte ai bisogni sociali attraverso un confronto stabile tra istituzioni locali e rappresentanze sindacali.

Redazione

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