Un uomo di 40 anni, cittadino italiano, è stato arrestato ad Assisi dalla Polizia di Stato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per maltrattamenti in famiglia, al termine di un intervento scattato dopo una chiamata al Numero Unico di Emergenza da parte di una donna preoccupata per il comportamento del figlio. L’episodio si è verificato nei giorni scorsi presso un’abitazione del territorio, dove gli agenti del Commissariato. di Assisi sono intervenuti trovando una situazione di forte tensione familiare.
All’arrivo sul posto, gli operatori hanno individuato all’esterno dell’abitazione i gentori dell’uomo, entrambi visibilmente scossi e impauriti. I due hanno riferito che il figlio, già noto per precedenti episodi di aggressività in ambito domestico, poco prima era rientrato in casa manifestando un comportamento violento, sfogando la propria rabbia contro l’abitazione e colpendo con pugni porte e arredi.
Entrati nell’abitazione, i poliziotti hanno trovato il 40enne in evidente stato di alterazione, con segni di lesioni al volto e alle mani. Alla vista degli agenti, l’uomo ha reagito con insulti e frasi minacciose, mantenendo un atteggiamento ostile e non collaborativo. I tentativi degli operatori di riportarlo alla calma si sono rivelati inutili, con la situazione che è rapidamente degenerata.
Nel corso dell’intervento, infatti, il soggetto ha opposto una concreta resistenza, arrivando a colpire con un calcio uno degli agenti impegnati nelle operazioni. Il poliziotto ha riportato una lesione al polso, giudicata guaribile in cinque giorni, a seguito dell’aggressione subita durante il tentativo di contenere l’uomo.
Non senza difficoltà, gli operatori sono riusciti a bloccare il 40enne e a metterlo in sicurezza, evitando ulteriori conseguenze per i presenti. L’uomo è stato quindi accompagnato presso gli uffici del Commissariato, dove, al termine delle procedure di rito, è stato dichiarato in stato di arresto per i reati di resistenza e minacce a pubblico ufficiale.
Parallelamente, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria anche per il reato di maltrattamenti in famiglia, alla luce delle testimonianze raccolte e dei precedenti episodi segnalati dai familiari
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