Aeroporto di Perugia: “Subito nuove assunzioni o progressi saranno vani”

FIT CISL e UGL Trasporti sollecitano Regione Umbria e SASE su accordi e crescita dello scalo

Si è tenuta una conferenza stampa promossa da FIT CISL e UGL Trasporti, con la partecipazione di Fabio Ciancabilla e Mirko Rossi, per richiamare l’attenzione sul futuro dell’aeroporto internazionale S. Francesco di Assisi di Perugia, in una fase ritenuta cruciale per lo sviluppo dello scalo. Al centro dell’incontro, la richiesta di attuare immediatamente gli accordi sottoscritti nel 2025 tra le organizzazioni sindacali e SASE, la società di gestione aeroportuale, oltre alla necessità di aprire un confronto diretto con la Regione Umbria, socio di maggioranza.

I rappresentanti sindacali hanno evidenziato come i dati relativi al traffico passeggeri confermino una crescita significativa: nel 2025 sono stati registrati circa 620mila transiti, mentre il primo trimestre del 2026 ha mostrato performance in ulteriore miglioramento, lasciando intravedere risultati ancora più rilevanti entro la fine dell’anno. Un andamento positivo attribuito sia all’impegno dei lavoratori, inclusi i dipendenti SASE e quelli delle aziende in appalto, sia alle scelte strategiche adottate dalla dirigenza.

In questo contesto, secondo FIT CISL e UGL Trasporti, risulta imprescindibile dare concreta attuazione agli accordi già firmati. In particolare, viene richiamato l’intesa siglata in sede prefettizia nell’aprile 2025, che prevede un incremento del personale SASE proporzionale all’aumento dei passeggeri. “Dare seguito da subito agli accordi sottoscritti in sede prefettizia nel 2025 tra SASE – FIT CISL e UGL Trasporti che prevedono nuove assunzioni visto il dato consolidato che certifica l’aumento dei transiti passeggeri nel 2025”, hanno dichiarato i rappresentanti sindacali.

Oltre al tema occupazionale, viene segnalato anche il mancato adeguamento dei benefici previsti per i lavoratori, come l’aumento dei buoni pasto concordato nel corso del 2025 e previsto a partire da gennaio 2026. Secondo quanto riferito, tali misure non sono state ancora applicate, rimanendo di fatto sospese.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre sottolineato la necessità di avviare un confronto strutturato con la Regione Umbria per contribuire alla definizione del futuro dello scalo. “Aprire urgentemente un tavolo di confronto con la Regione in qualità di socio di maggioranza SASE al fine di partecipare alle linee guida del prossimo piano industriale dello scalo Umbro”, è una delle richieste avanzate durante la conferenza.

Il nodo principale, secondo i sindacati, riguarda il ruolo della Regione, che detiene la maggioranza di SASE e che, a loro avviso, avrebbe finora rallentato l’attuazione degli accordi anche in vista del prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione. Le richieste di incontro formali avanzate nei mesi scorsi non avrebbero ricevuto risposta, nonostante la delega sull’aeroporto sia direttamente in capo alla presidente Proietti.

Un ulteriore aspetto evidenziato riguarda la necessità di adeguare l’organizzazione interna dello scalo alle nuove esigenze operative. “Adeguare la struttura organizzativa ed amministrativa dell’aeroporto S. Francesco alle necessità imposte dai nuovi volumi di traffico al fine di predisporre le basi per una crescita ulteriore che possa permettere di raggiungere il milione di transiti di passeggeri”, hanno ribadito Ciancabilla e Rossi.

Secondo le stime illustrate, lo scalo umbro potrebbe ambire a raggiungere il traguardo di un milione di passeggeri nei prossimi due anni, un risultato che consentirebbe di ridurre la dipendenza dai finanziamenti pubblici e rafforzare la sostenibilità economica dell’infrastruttura. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, viene ritenuto necessario un piano industriale condiviso e un adeguamento complessivo delle risorse umane e organizzative.

Le organizzazioni sindacali hanno infine sottolineato che i lavoratori non possono attendere i tempi delle decisioni politiche e amministrative, ribadendo la necessità di rispettare gli impegni già presi. In assenza di risposte concrete, FIT CISL e UGL Trasporti hanno annunciato la possibilità di ricorrere agli strumenti previsti dalla normativa vigente, in particolare dalla Legge 146/90, per tutelare i diritti dei lavoratori e sollecitare un intervento immediato.

Redazione

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