Piano rifiuti, acceso confronto in regione: focus su termovalorizzatori, quantità e tariffe

Avviate a Palazzo Cesaroni le audizioni sulla revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti. Consensi sulla gestione unitaria e sul recupero di materia, ma Province e Comuni chiedono chiarimenti sul futuro delle discariche, sugli impianti e sulla sostenibilità economica.

La revisione del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti dell’Umbria (Prgir) entra nella fase del confronto con gli enti locali. Martedì 3 novembre, a Palazzo Cesaroni, a Perugia, la Seconda commissione dell’Assemblea legislativa, presieduta da Letizia Michelini, ha avviato le audizioni dopo la presentazione del documento predisposto dalla Giunta regionale nella settimana precedente. Al centro del dibattito sono emerse le questioni legate al futuro delle discariche, all’organizzazione degli impianti, ai costi della raccolta differenziata e all’assenza di un nuovo termovalorizzatore. Province e Comuni hanno espresso valutazioni differenti, pur riconoscendo in diversi interventi l’importanza di una gestione coordinata del ciclo dei rifiuti su scala regionale.

La seduta ha coinvolto rappresentanti delle Province di Perugia e Terni e delle amministrazioni comunali interessate dalla presenza di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Il confronto proseguirà con ulteriori approfondimenti nell’ambito dell’esame della proposta regionale.

Discariche e termovalorizzazione, i principali nodi del piano

Uno dei punti più discussi riguarda il ruolo che le discariche umbre continueranno ad avere nei prossimi anni. La revisione del Prgir punta a rafforzare il recupero dei materiali e a superare progressivamente il ricorso allo smaltimento, ma alcuni amministratori hanno chiesto indicazioni più precise sui quantitativi ancora destinati agli impianti esistenti.

Le maggiori perplessità sono arrivate dai rappresentanti di Terni e Orvieto, che hanno sollevato interrogativi sulla capacità residua delle discariche, sulle eventuali possibilità di ampliamento e sulla localizzazione degli impianti previsti.

Andrea Sacripanti, assessore del Comune di Orvieto, ha evidenziato quella che considera una contraddizione tra l’obiettivo di ridurre il ricorso alle discariche e la previsione di un monitoraggio, affidato ad Auri, dei conferimenti e delle capacità residue.

Secondo Sacripanti, il documento dovrebbe specificare che le discariche non avranno più una funzione strategica nella chiusura del ciclo dei rifiuti, ma soltanto un ruolo marginale. L’assessore ha chiesto inoltre di escludere ampliamenti successivi al 2035.

La posizione del Comune di Orvieto è stata accompagnata da una richiesta di chiarimenti sulla sostenibilità economica del sistema proposto e sulle alternative allo smaltimento.

Provincia di Terni contraria all’ampliamento della discarica di Orvieto

Il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, ha ribadito la contrarietà dell’ente all’ampliamento della discarica di Orvieto, ricordando il parere ambientale negativo già espresso.

Bandecchi ha chiesto approfondimenti anche sul futuro dell’area di Maratta, con particolare riferimento alle modalità di smistamento dei rifiuti e ai possibili risparmi derivanti dalla riorganizzazione.

Un altro tema sollevato riguarda il termovalorizzatore presente nel territorio ternano, attualmente utilizzato per il trattamento di scarti di cartiera.

Il presidente della Provincia ha proposto di valutare l’impiego dell’impianto anche per i rifiuti indifferenziati prodotti in Umbria, sostenendo che questa soluzione potrebbe contribuire a ridurre i costi energetici e migliorare il servizio. Si tratta di una proposta avanzata durante l’audizione, non di una previsione contenuta nel nuovo piano.

Bandecchi ha inoltre richiamato l’attenzione sui Piani economico-finanziari (Pef) dei servizi di igiene urbana, affermando che in alcuni Comuni sarebbero state riscontrate criticità nei calcoli.

Prima di modificare il sistema di gestione, secondo il presidente, sarebbe quindi necessario verificare l’attendibilità dei dati economici utilizzati per determinare i costi del servizio.

Terni chiede chiarimenti su Css e quantità destinate alle discariche

Dubbi sul documento sono stati espressi anche da Claudio Batini, consigliere comunale di Terni intervenuto su delega del sindaco.

Batini ha sostenuto che alcune parti del piano risultino già superate dall’avanzamento degli interventi e ha chiesto di chiarire le conseguenze della revisione per il territorio ternano.

In particolare, ha richiamato una previsione che, secondo la sua lettura del documento, comporterebbe il conferimento in discarica di oltre un milione di tonnellate di rifiuti fino al 2035.

Il consigliere ha inoltre posto il problema della localizzazione di un impianto destinato al trattamento del Css, combustibile solido secondario, citando un quantitativo di 130mila tonnellate annue.

Le osservazioni hanno evidenziato la richiesta di conoscere con maggiore precisione la distribuzione territoriale degli impianti e le modalità operative previste per il trattamento dei rifiuti.

Perugia favorevole a un sistema unico regionale senza nuovo termovalorizzatore

Una valutazione positiva della revisione è arrivata dal Comune di Perugia, rappresentato dall’assessore David Grohmann.

Secondo Grohmann, il sistema impiantistico umbro dispone già di strutture che potrebbero essere utilizzate in maniera più efficiente. Tra gli esempi citati figura l’impianto di Ponte Rio, che non lavorerebbe attualmente a pieno carico.

L’assessore ha sostenuto la necessità di considerare l’intera regione come un unico sistema di gestione dei rifiuti, evitando una frammentazione che potrebbe incidere sui costi fissi degli impianti.

Apprezzamento è stato espresso per la scelta di non prevedere la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore, oltre che per l’attenzione dedicata alla prevenzione dei rifiuti, al riuso e al miglioramento della raccolta differenziata.

Grohmann ha però evidenziato un aspetto organizzativo: il dimensionamento dei servizi dovrebbe tenere conto degli abitanti equivalenti, e non soltanto della popolazione residente.

La distinzione è particolarmente importante per i territori interessati da flussi turistici o dalla presenza temporanea di studenti e lavoratori, come avviene a Perugia.

Economia circolare e recupero dei materiali, il sostegno di Provincia e Comuni

La vicepresidente della Provincia di Perugia, Laura Servi, ha condiviso l’impostazione del piano, apprezzandone la capacità di adattarsi all’evoluzione delle esigenze ambientali.

Servi ha sottolineato il passaggio da un modello centrato sullo smaltimento a uno orientato alla valorizzazione dei rifiuti come materie prime seconde, nell’ambito dell’economia circolare.

La vicepresidente ha espresso una posizione favorevole al superamento del ricorso all’incenerimento come principale soluzione per la gestione dei materiali non recuperati.

Un giudizio positivo sul cambiamento di impostazione è arrivato anche da Agnese Protasi, assessora del Comune di Spoleto, che ha definito il recupero di materia un elemento fondamentale per garantire risposte ambientali ed economiche.

Protasi ha richiamato la necessità di affrontare il ciclo dei rifiuti in maniera trasversale, collegando raccolta, trattamento, recupero e riutilizzo dei materiali.

Entrambe le rappresentanti istituzionali hanno quindi valorizzato l’indirizzo generale del documento, pur nell’ambito di un confronto che dovrà approfondire gli aspetti applicativi.

Raccolta differenziata, richiesta di centri informatizzati e sistemi premianti

Tra i temi affrontati durante le audizioni figura anche la necessità di rivedere le modalità di raccolta dei rifiuti domestici.

Luca Secondi, sindaco di Città di Castello, ha ricordato che la gestione dei rifiuti rappresenta una delle materie più complesse per gli enti locali, perché richiede di conciliare efficacia del servizio, sostenibilità economica e tutela ambientale.

Secondi ha evidenziato le differenze esistenti tra i territori umbri, sostenendo l’utilità di punti di raccolta centralizzati e informatizzati e di un’organizzazione più coordinata dei servizi.

Una proposta in parte analoga è arrivata da Bandecchi, che ha invitato a superare un sistema basato esclusivamente sui contenitori collocati davanti alle abitazioni, favorendo invece centri ecologici intelligenti e meccanismi premianti per i cittadini.

Anche il Comune di Perugia ha richiamato la necessità di rafforzare i centri di raccolta e le strutture dedicate al riuso.

Le osservazioni convergono sull’esigenza di migliorare l’organizzazione della raccolta, pur partendo da valutazioni differenti sul modello complessivo di gestione.

Orvieto solleva il problema delle tariffe per i cittadini

L’assessore Sacripanti ha chiesto che il nuovo piano chiarisca anche i costi delle soluzioni previste, con particolare riferimento alla raccolta porta a porta.

Secondo il rappresentante del Comune di Orvieto, il sistema comporta spese significative, comprese quelle legate ai trasporti, e un suo ulteriore potenziamento dovrebbe essere accompagnato da una valutazione delle risorse disponibili.

L’obiettivo, ha spiegato, deve essere quello di evitare che la riorganizzazione produca ulteriori aumenti delle tariffe a carico dei contribuenti.

Sacripanti ha inoltre sostenuto che la termovalorizzazione dovrebbe rimanere tra le opzioni da valutare, esprimendo perplessità sull’assenza di indicazioni economiche sufficientemente definite.

La questione dei costi è stata richiamata anche da altri amministratori, che hanno evidenziato la necessità di rendere sostenibile il sistema sia dal punto di vista ambientale sia sotto il profilo finanziario.

Gubbio chiede approfondimenti sul combustibile solido secondario

Il vicesindaco di Gubbio, Francesco Gagliardi, ha ribadito le osservazioni già presentate dal Comune in sede di parere del Consiglio delle autonomie locali (Cal).

Gagliardi ha precisato che le richieste di approfondimento non rappresentano una contrapposizione politica alle scelte della Giunta regionale, ma riguardano aspetti tecnici e applicativi del documento.

In particolare, il Comune ha chiesto ulteriori chiarimenti sul ruolo del Css e sulle modalità con cui le tecnologie disponibili potrebbero essere integrate nel sistema produttivo.

Il vicesindaco ha dichiarato che l’Amministrazione non è contraria in linea di principio all’utilizzo di tecnologie moderne, ma ritiene necessario comprenderne meglio la portata all’interno del piano.

Le osservazioni di Gubbio si aggiungono quindi alle richieste di approfondimento avanzate dagli altri enti, soprattutto per quanto riguarda la definizione del sistema impiantistico.

La revisione del piano prosegue in Seconda commissione

La prima giornata di audizioni ha messo in evidenza un orientamento generalmente favorevole alla gestione omogenea del ciclo dei rifiuti a livello regionale, accompagnato però da divergenze sulle soluzioni impiantistiche e sul futuro dello smaltimento.

Le amministrazioni di Perugia e Spoleto hanno valorizzato il recupero di materia e l’assenza di un nuovo termovalorizzatore, mentre i rappresentanti di Terni e Orvieto hanno chiesto di riesaminare alcuni aspetti legati alla termovalorizzazione e alle discariche.

Da Città di Castello sono arrivate proposte per una raccolta più centralizzata e informatizzata; Gubbio ha sollecitato chiarimenti sul Css e sulle ricadute operative del documento.

La Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini, dovrà ora approfondire le osservazioni raccolte nell’ambito dell’esame della revisione del Prgir.

Tra le questioni ancora aperte figurano la sostenibilità delle tariffe, la localizzazione degli impianti, il destino delle discariche e la capacità del sistema di aumentare il recupero dei materiali, garantendo al tempo stesso servizi adeguati ai diversi territori dell’Umbria.

Redazione

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