Perugia, la sindaca in visita alla centrale regionale 118: “Interventi ed efficienza in crescita”

a sindaca di Perugia Ferdinandi visita la sede di via Enrico dal Pozzo: nel 2026 previsti quasi 100mila interventi annuali.

La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha visitato per la prima volta la nuova sede della Centrale operativa regionale del 118, in via Enrico dal Pozzo, incontrando operatori e responsabili del servizio sanitario. Alla visita hanno partecipato anche l’assessora regionale con delega al Pnrr Simona Meloni, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia Antonio D’Urso, il direttore del Dipartimento di Emergenza e Urgenza Paolo Groff, il direttore della Centrale operativa Francesco Borgognoni e il consigliere comunale Fabrizio Ferranti.

L’incontro si è svolto per approfondire il funzionamento della struttura e raccogliere le esigenze del personale impegnato ogni giorno nella gestione dell’emergenza sanitaria regionale.

Questa mattina ho voluto essere presente, di persona, nella nuova sede della Centrale operativa regionale del 118, perché credo profondamente che il sindaco sia la prima autorità responsabile della salute dei propri cittadini”, ha dichiarato Ferdinandi.

La sindaca ha sottolineato il ruolo della centrale come punto strategico del sistema sanitario pubblico e ha evidenziato l’importanza del lavoro svolto da infermieri, medici, tecnici, autisti soccorritori ed équipe dell’elisoccorso.

Quello che ho trovato qui è un’eccellenza nel cuore della nostra città, una squadra di professionisti — infermieri, medici, tecnici, autisti soccorritori, équipe dell’elisoccorso — che lavora senza sosta, con una dedizione silenziosa che troppo spesso diamo per scontata”, ha aggiunto la sindaca.

Nel corso della visita, Ferdinandi ha spiegato che il Comune intende collaborare con Regione e Azienda ospedaliera per garantire condizioni adeguate agli operatori che lavorano nel settore dell’emergenza.

Chi lavora per salvare vite ogni giorno deve poterlo fare nelle migliori condizioni, e su questo il Comune farà la propria parte, in stretto raccordo con la Regione e l’Azienda ospedaliera”, ha affermato.

Dopo il sopralluogo nelle postazioni operative, la sindaca ha partecipato a un incontro con gli operatori della centrale insieme all’assessora regionale e al direttore generale dell’Azienda ospedaliera, con l’obiettivo di ascoltare direttamente necessità e proposte del personale.

Il direttore generale Antonio D’Urso ha definito la Centrale unica regionale del 118 un elemento fondamentale del sistema sanitario umbro.

La Centrale Unica Regionale del 118 è un gioiello del sistema sanitario regionale, capace di garantire rapidità, tempestività e qualità d’intervento proprio nei confronti di persone che versano in un momento di grave fragilità e nel luogo stesso in cui si trovano”, ha dichiarato D’Urso.

Il direttore generale ha evidenziato la complessità del servizio, che coinvolge diverse professionalità e richiede un’organizzazione attiva 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno, con un importante impiego di risorse da parte del sistema sanitario regionale.

Il direttore della Centrale operativa Francesco Borgognoni ha illustrato i dati relativi all’attività del servizio, evidenziando una crescita costante degli interventi gestiti.

Da circa 70mila interventi all’anno in era pre-COVID siamo arrivati nel 2025 a oltre 95.100 e, secondo le previsioni, a fine 2026 saranno circa 97mila-98mila”, ha spiegato Borgognoni.

Si tratta di una media di circa 270 interventi al giorno, numeri che confermano il ruolo centrale della struttura nel coordinamento dell’emergenza sanitaria regionale.

Ogni turno della centrale prevede la presenza di cinque infermieri alle workstation e di un medico chiamato a intervenire nei casi più complessi che richiedono una valutazione aggiuntiva.

La Centrale operativa gestisce le chiamate provenienti dal Numero unico europeo 112 di Ancona, effettuando il cosiddetto dispatch sanitario, ovvero l’intervista mirata per valutare la situazione, definire il codice di gravità e inviare il mezzo più adeguato in base alle necessità del caso.

Nel sistema regionale sono coinvolti numerosi professionisti: tecnici Sasu, autisti soccorritori, soccorritori, infermieri, medici ed équipe dell’elisoccorso.

La struttura coordina oltre 50 mezzi di soccorso distribuiti sul territorio regionale, tra ambulanze di diverse tipologie, automediche, il natante per le isole del Trasimeno e l’elicottero sanitario.

Secondo Borgognoni, tra i fattori che hanno contribuito all’aumento delle chiamate ci sono anche le condizioni climatiche e il numero degli incidenti stradali.

Il caldo ha inciso sull’aumento delle chiamate, ma incidono anche i sinistri stradali: in Umbria la casistica è elevata rispetto alla popolazione”, ha spiegato il direttore della Centrale operativa.

 

Redazione

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