Furti di rame, Melasecche: “Fcu dia risposte, si blocca tratta Terni-Ponte San Giovanni”

Nella notte tra giovedì e venerdì tre colpi tra Todi e Papiano: nel 2026 già dieci episodi e 20 tonnellate di materiale sparito. Interviene l'esponente leghista

Tra i 500 e i 600 metri di fili di rame sono stati rubati nella notte tra giovedì e venerdì dai cantieri lungo la ex Fcu, nella zona del Marscianese. I furti si sono verificati in tre punti diversi, tra cui la località di Papiano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Todi insieme alla polizia ferroviaria di Perugia, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. A denunciare l’episodio è il segretario generale Fit Cisl Umbria, Fabio Ciancabilla, che inquadra il nuovo colpo all’interno di una serie di furti che si ripete da mesi lungo la linea.

Secondo quanto riferito da Ciancabilla in una nota stampa, dall’inizio del 2026 si sono già registrati dieci episodi con le stesse modalità, per un totale di circa 20 tonnellate di materiale rubato. «Quello di questa notte è avvenuto in tre punti diversi nella zona del marscianese, tra cui Papiano», spiega il sindacalista, sottolineando come i danni economici legati ai furti avvenuti dall’inizio dell’anno abbiano superato 1 milione di euro. La quotazione del rame usato, ricorda Ciancabilla, si aggira oggi sugli 11 euro al chilo.

Danni collaterali e ritardi nei cantieri

Oltre alla perdita economica diretta legata al valore del metallo, la Fit Cisl segnala anche i danni collaterali provocati dai ladri, che nel sottrarre il rame compiono spesso atti di demolizione degli apparati collegati ai cavi. Questo comporta ritardi nei lavori attualmente in corso da parte delle ditte appaltatrici e obbliga il personale di Rfi a un impiego continuo per riparare le infrastrutture colpite dai furti. La tratta Terni-Ponte San Giovanni risulta tra le più interessate dal fenomeno, in crescita secondo i dati riportati dal sindacato.

L’affondo del consigliere regionale Melasecche

Sul caso interviene anche Enrico Melasecche, consigliere regionale della Lega, che in una nota chiede una reazione immediata attraverso l’impiego delle tecnologie di sorveglianza oggi disponibili e l’assunzione di personale «idoneo e capace di bloccare questa deriva». Melasecche ricorda che gli anni dell’abbandono della intera Fcu sono stati superati grazie al progetto di riapertura e rilancio della linea, sia dal punto di vista trasportistico sia da quello turistico, un percorso che però, a suo dire, starebbe rallentando con l’attuale amministrazione regionale.

Il consigliere sollecita la conclusione rapida del progetto di ricostruzione dell’intera linea, contrastando sia il rallentamento dei lavori sia quella che definisce una «deriva vergognosa» che consente il perdurare di furti sistematici e del relativo riciclaggio di rame da parte di bande specializzate. Secondo Melasecche il danno complessivo sarebbe «incalcolabile» e di gran lunga superiore al valore del metallo fuso e rivenduto dai responsabili, coinvolgendo milioni di euro in tecnologie, ore di lavoro e procedure amministrative, oltre a ritardare l’inaugurazione della tratta Terni-Ponte San Giovanni e l’avvio dei lavori sulla tratta nord Città di Castello-Sansepolcro, sollecitato da oltre un anno.

Il consigliere leghista sottolinea come la messa in tensione elettrica delle linee rappresenterebbe un deterrente serio contro chi si avventura in questo tipo di furti, e lancia un appello alle Forze dell’Ordine affinché i responsabili vengano individuati e puniti, «sbaragliando una volta per tutte le organizzazioni dedite a gestire la filiera del riciclo del rame». Melasecche richiama inoltre il rispetto del crono programma fissato dalla precedente amministrazione regionale per la completa ricostruzione e l’elettrificazione della linea, ricordando il progetto Pinqua assegnato ad Ater per la riqualificazione delle stazioni, di cui attende da tempo l’assegnazione in gestione. Il consigliere condivide infine l’espressione usata dal segretario regionale del Pd, «la ricreazione è finita», aggiungendo di attendere ora fatti concreti.

Redazione

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