Europoligrafico, i sindacati chiedono l’intervento della Regione Umbria

Slc Cgil, Fistel Cisl e UilFpc lanciano l’allarme sul futuro dello stabilimento di Santa Sabina a Perugia e annunciano possibili mobilitazioni senza un cambio di passo aziendale

Il futuro di Europoligrafico, storico stabilimento di Santa Sabina a Perugia, entra al centro del confronto istituzionale. Le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e UilFpc chiedono alla Regione Umbria e alle istituzioni locali di intervenire dopo mesi di confronto con la dirigenza di Carton Group, multinazionale proprietaria dell’azienda, giudicati insufficienti per garantire prospettive certe ai lavoratori. I sindacati annunciano che, in assenza di risposte concrete, potrebbero partire azioni di mobilitazione.

Preoccupazione per il futuro dello stabilimento

La vertenza Europoligrafico riguarda una realtà considerata storica per il territorio perugino.

Secondo le organizzazioni sindacali, negli ultimi mesi dai tavoli di confronto con la proprietà sarebbero arrivate poche risposte e poche certezze rispetto al futuro produttivo dello stabilimento.

Al centro della discussione ci sono le conseguenze della chiusura del reparto liquidi e le prospettive occupazionali per i lavoratori coinvolti.

Le sigle sindacali sottolineano la necessità di un intervento delle istituzioni per aprire un confronto più ampio sul futuro dell’azienda e del sito produttivo.

Ammortizzatori scaduti e accordo ponte fino al 2026

Nel mese di luglio sono terminati gli ammortizzatori sociali attivati per accompagnare la chiusura del reparto liquidi.

Il confronto tra azienda e sindacati ha portato alla proroga del Premio di risultato e alla sottoscrizione di un accordo ponte che consente di garantire la copertura economica dei lavoratori fino a dicembre 2026.

Tuttavia, secondo Slc Cgil, Fistel Cisl e UilFpc, oltre questa scadenza il quadro resta incerto.

Le organizzazioni sindacali chiedono infatti un piano chiaro per il futuro dello stabilimento e maggiori garanzie sul mantenimento dell’occupazione.

Critiche sulla gestione delle relazioni industriali

Un altro elemento contestato dai sindacati riguarda il metodo seguito dall’azienda nei rapporti con i rappresentanti dei lavoratori.

Secondo quanto dichiarato dalle sigle sindacali, la gestione delle relazioni industriali sarebbe stata insufficiente, anche a causa della decisione di dismettere parte dei macchinari senza un confronto preventivo con i lavoratori.

Questo tema è stato affrontato durante l’incontro del 23 luglio, al quale hanno partecipato anche le confederazioni territoriali di Cgil e Cisl.

Successivamente sono state organizzate assemblee con i dipendenti per condividere la situazione e valutare le prossime iniziative.

Possibili mobilitazioni dei lavoratori

Durante gli incontri con l’azienda, i sindacati hanno ribadito la richiesta di un cambio di approccio nella gestione delle relazioni sindacali.

In assenza di un’inversione di rotta, Slc Cgil, Fistel Cisl e UilFpc annunciano possibili azioni di mobilitazione.

L’obiettivo delle organizzazioni è riportare la vertenza all’attenzione pubblica, coinvolgendo anche il territorio e le istituzioni regionali.

Secondo i sindacati, la questione non riguarda soltanto i lavoratori dello stabilimento, ma anche il ruolo di una realtà produttiva storica per l’economia locale.

Richiesto un tavolo alla Regione Umbria

Le organizzazioni sindacali, insieme alle confederazioni, hanno deciso di avviare un percorso istituzionale per portare la vertenza fuori dai cancelli della fabbrica.

Il primo passo sarà la richiesta di un incontro con l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti.

L’obiettivo è aprire un tavolo di confronto che coinvolga istituzioni, azienda e rappresentanze dei lavoratori per affrontare le prospettive future di Europoligrafico.

Redazione

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