Perugia a tutta birra: nasce il primo luppoleto

Nasce a Perugia il primo luppoleto comunale: il progetto unisce coltivazione del luppolo, birra artigianale e valorizzazione del territorio.

A Perugia nasce il primo luppoleto del territorio comunale dalla ripresa della coltivazione del luppolo in Italia. L’impianto è stato realizzato a Sant’Andrea d’Agliano, nei terreni dell’azienda agricola Il Luppoleto, ed è condotto dall’azienda agricola Lab in collaborazione con Fabbrica della Birra Perugia e con le imprese agricole della Rete luppolo Made in Italy. Il progetto punta a sviluppare una filiera corta della birra umbra, valorizzando una coltura che per decenni era quasi scomparsa dal Paese.

L’iniziativa è stata presentata al pubblico durante un partecipato “Agri Vernissage”, organizzato proprio nel periodo della raccolta del luppolo. L’appuntamento ha rappresentato l’occasione per illustrare un modello agricolo che mette in relazione produzione locale, trasformazione artigianale e promozione dei prodotti del territorio.

Il luppoleto perugino nasce con l’obiettivo di riportare il luppolo italiano al centro della produzione birraria, creando un collegamento diretto tra il campo e il prodotto finale. La coltivazione del luppolo, infatti, è fondamentale per la birra: i suoi coni conferiscono alla bevanda caratteristiche aromatiche e il tipico livello di amaricatura.

Una coltura tornata in Italia attraverso nuove filiere agricole

Per molti anni i birrifici italiani hanno dovuto importare quasi completamente il luppolo necessario alla produzione, dopo la progressiva scomparsa della coltivazione nazionale. La ripresa di questa coltura è un fenomeno recente, sviluppato attraverso una rete di aziende agricole impegnate nella sperimentazione e nella creazione di nuove produzioni locali.

Con il nuovo impianto di Sant’Andrea d’Agliano, la coltivazione del luppolo entra ufficialmente nel territorio comunale di Perugia, ampliando una mappa produttiva già presente in Umbria. La filiera regionale coinvolge oggi dieci comuni di coltivazione e comprende realtà specializzate come la Malteria artigianale italiana e il Cerb, Centro di ricerca per l’eccellenza della birra dell’Università degli Studi di Perugia.

Il progetto non rappresenta l’iniziativa isolata di una singola azienda, ma nasce dalla collaborazione tra soggetti con competenze diverse. Le imprese agricole si occupano della coltivazione, Fabbrica della Birra Perugia segue la trasformazione della materia prima e la Rete luppolo Made in Italy sostiene lo sviluppo della filiera.

Il valore del territorio nella produzione della birra

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda il rapporto tra luppolo e ambiente di coltivazione. La pianta risente infatti delle caratteristiche del territorio in cui cresce: suolo, esposizione, altitudine e condizioni climatiche influenzano il profilo aromatico dei coni prodotti.

Per questo motivo, la stessa varietà di luppolo può sviluppare caratteristiche differenti se coltivata in aree diverse. Il progetto perugino punta quindi a creare una birra legata al territorio, una produzione definita di “terroir”, nella quale le peculiarità dell’ambiente umbro contribuiscono al risultato finale.

Fabbrica della Birra Perugia ha avuto un ruolo importante nella nascita dell’iniziativa, sostenendo la scelta delle varietà da coltivare e accompagnando il percorso dalla materia prima agricola alla produzione della birra. L’obiettivo è quello di utilizzare ingredienti sempre più vicini al luogo di trasformazione.

La birra deve passare dall’essere percepita come una bevanda della socialità a essere condivisa come eccellenza del made in Italy agroalimentare di cui essere orgogliosi: questa crescita passa dalla valorizzazione della filiera agricola della birra, a partire dall’ingrediente più caratterizzante, il luppolo”, ha dichiarato Stefano Fancelli, presidente della Rete luppolo Made in Italy.

Nuove prospettive tra ricerca, turismo e innovazione

Secondo il titolare dell’azienda agricola Roberto Palazzetti, il progetto del Luppoleto di Perugia si fonda su tre elementi principali: le origini familiari, la collaborazione tra realtà diverse e la capacità di innovare attraverso nuove strade agricole.

Anche lo staff di Fabbrica della Birra Perugia ha sottolineato l’importanza del percorso intrapreso, evidenziando come la disponibilità di materie prime coltivate localmente rappresenti un nuovo passo nella ricerca della qualità produttiva.

Le prospettive future del progetto riguardano tre principali direzioni. La prima è la ricerca sulle varietà di luppolo autoctono, con l’obiettivo di arrivare a un prodotto che non sia soltanto coltivato in Umbria, ma caratterizzato da una vera identità umbra. La seconda riguarda lo sviluppo del turismo della birra, attraverso percorsi dedicati alla scoperta della filiera. La terza prevede la possibile realizzazione di uno spazio per degustazioni di qualità e per esperienze immersive direttamente nel luppoleto.

Il nuovo impianto di Sant’Andrea d’Agliano rappresenta così un punto di incontro tra agricoltura, ricerca e produzione artigianale, inserendo Perugia nel percorso nazionale di riscoperta del luppolo italiano.

Redazione

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