Metrobus Perugia, Legambiente segnala criticità nei percorsi e nel verde

Il report realizzato con Fiab Perugia Pedala evidenzia problemi su accessibilità, marciapiedi, sicurezza e qualità urbana lungo il tracciato del Brt.

I lavori del metrobus di Perugia proseguono, ma secondo il report realizzato da Legambiente Perugia e Fiab Perugia Pedala restano alcune criticità che potrebbero compromettere il pieno valore dell’opera. La documentazione tecnica e fotografica analizza gli interventi del Brt (Bus rapid transit) e segnala problemi legati a percorsi pedonali discontinui, accessibilità, riduzione del verde urbano e aumento delle superfici asfaltate. Le associazioni chiedono interventi correttivi prima dell’entrata in funzione dell’infrastruttura.

Il report evidenzia problemi negli spazi urbani

L’analisi di Legambiente e Fiab Perugia Pedala mette in relazione lo stato attuale dei lavori con le osservazioni già presentate nel 2024 dalle associazioni ambientaliste e della mobilità sostenibile.

Secondo il documento, la realizzazione del Brt ha prodotto una trasformazione significativa della sede stradale, ma ha lasciato aperte alcune questioni sulla qualità degli spazi destinati a pedoni e ciclisti.

La rete pedonale viene indicata come il principale punto debole del progetto, con marciapiedi considerati in diversi tratti troppo stretti, poco continui e con caratteristiche non sufficientemente adeguate agli standard richiesti.

Nel report vengono segnalati anche tratti con superfici asfaltate, percorsi interrotti e incroci particolarmente estesi che renderebbero meno agevole il collegamento tra le diverse aree del quartiere.

Critiche su consumo di suolo e riduzione del verde

Tra gli aspetti evidenziati dalle associazioni c’è anche l’impatto sulla qualità ambientale dello spazio urbano.

Secondo il documento, l’intervento avrebbe comportato un aumento del consumo di suolo, una riduzione delle aree verdi e un peggioramento del comfort climatico, con meno zone ombreggiate e una maggiore presenza di superfici impermeabili.

Il report sostiene che il progetto non avrebbe sfruttato completamente l’opportunità di utilizzare il Brt come elemento di una più ampia trasformazione dello spazio pubblico.

L’obiettivo indicato dalle associazioni è quello di integrare il nuovo sistema di trasporto con una riqualificazione complessiva di viale San Sisto, rendendolo più accessibile, sicuro e vivibile.

Le correzioni richieste prima dell’avvio del servizio

Secondo Legambiente e Fiab Perugia Pedala, alcune problematiche possono ancora essere risolte prima della piena entrata in esercizio del metrobus.

Tra gli interventi considerati prioritari figurano la rimozione degli ostacoli presenti sui marciapiedi, la correzione dei percorsi tattili per persone con disabilità e una verifica indipendente di larghezze, pendenze e raccordi.

Le associazioni chiedono inoltre di migliorare gli attraversamenti pedonali attraverso l’inserimento di nuovi passaggi sulle vie laterali e la trasformazione di alcune soluzioni attuali in interventi più sicuri, come isole o avanzamenti pedonali dove possibile.

Sicurezza stradale e qualità dello spazio pubblico

Nel breve periodo il report propone anche interventi sulla configurazione della viabilità.

Tra le richieste figurano la riduzione dei raggi di svolta, il contenimento delle distanze di attraversamento e l’introduzione di elementi capaci di moderare la velocità dei veicoli.

Secondo il documento, la geometria delle strade dovrà essere coerente con il nuovo ruolo urbano del viale, evitando che l’infrastruttura pubblica rimanga inserita in un contesto progettato principalmente per il traffico automobilistico.

Un ulteriore elemento indicato riguarda il verde: le associazioni chiedono la pubblicazione del bilancio arboreo e delle superfici permeabili, oltre all’anticipo delle nuove piantumazioni per garantire maggiore ombra nelle fermate e lungo i percorsi.

Il completamento del Brt come occasione di riqualificazione

Nel documento conclusivo, Legambiente e Fiab Perugia Pedala sottolineano che il metrobus non viene messo in discussione, ma che il suo completamento dovrebbe rappresentare l’inizio di una fase ulteriore di riqualificazione urbana.

Secondo il report, il rischio è correggere soltanto gli ostacoli più evidenti senza affrontare il tema centrale: integrare una nuova infrastruttura di trasporto pubblico in uno spazio urbano più equilibrato tra auto, pedoni e verde.

Le associazioni suggeriscono di utilizzare anche i futuri finanziamenti, compresi quelli legati ad Agenda urbana, per trasformare progressivamente il viale in un ambiente più accessibile e sicuro.

Prima dell’avvio definitivo del servizio viene inoltre richiesta una verifica sul campo dei collegamenti tra fermate, abitazioni, biblioteca, teatro, scuole e servizi, con l’obiettivo di eliminare interruzioni e punti critici.

 

Redazione

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