La Cisl Medici Umbria e la Direzione Regionale Salute e Welfare della Regione Umbria hanno siglato a Perugia il 30 giugno il nuovo Accordo integrativo regionale per la medicina generale, con l’obiettivo di rafforzare la sanità territoriale e rendere le cure più vicine ai cittadini. L’intesa riguarda l’organizzazione della medicina generale in Umbria, introduce un nuovo modello operativo per i medici di famiglia e si inserisce nel quadro del DM 77/2022 e del PNRR, con la finalità di potenziare le Case di Comunità e l’assistenza di prossimità. Il provvedimento interviene sul sistema delle cure primarie, ridefinendo tempi, presenza e integrazione dei professionisti sul territorio.
L’accordo rappresenta un passaggio rilevante nel processo di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, puntando su una maggiore presenza dei medici di medicina generale nelle strutture territoriali. Il nuovo modello prevede infatti un impegno di 6 ore settimanali nelle Case di Comunità, considerate il fulcro della nuova assistenza di prossimità. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una presenza capillare sul territorio, migliorando l’accessibilità ai servizi sanitari e rafforzando il legame tra cittadini e sistema sanitario pubblico.
La firma dell’intesa è arrivata al termine di oltre un anno di confronto tra le parti, caratterizzato da una lunga fase di concertazione tra la rappresentanza sindacale e l’amministrazione regionale. La Cisl Medici Umbria ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, definendo il percorso come un “traguardo storico” per la medicina generale regionale. L’accordo recepisce inoltre gli indirizzi dell’Accordo Collettivo Nazionale, armonizzandoli con le esigenze organizzative del territorio umbro.
Secondo quanto dichiarato da Luca Nicola Castiglione, segretario regionale generale della Cisl Medici Umbria, il confronto ha avuto come obiettivo centrale la tutela della dignità professionale e dell’autonomia del medico di famiglia, figura considerata essenziale per il funzionamento del sistema sanitario. Il sindacato ha sottolineato come l’introduzione dell’obbligo delle 6 ore nelle Case di Comunità rappresenti un elemento di integrazione organizzativa, capace di rafforzare la continuità assistenziale senza compromettere il rapporto fiduciario tra medico e paziente.
Il nuovo assetto organizzativo si inserisce in un processo più ampio di trasformazione della sanità pubblica, che punta a rendere le cure primarie più strutturate e coordinate con gli altri livelli assistenziali. Le Case di Comunità assumono un ruolo centrale come punto di riferimento per l’assistenza territoriale, con servizi integrati e una maggiore prossimità ai bisogni della popolazione. In questo contesto, la presenza dei medici di medicina generale viene considerata strategica per garantire continuità e accessibilità alle cure.
L’intesa prevede anche una particolare attenzione alla sostenibilità del lavoro dei professionisti coinvolti, con l’obiettivo di garantire equilibrio tra organizzazione del servizio e condizioni operative. La Cisl Medici Umbria ha evidenziato la necessità di accompagnare l’attuazione dell’accordo con adeguate garanzie professionali ed economiche, affinché il nuovo modello possa essere applicato in modo efficace e stabile nel tempo.
Il ridisegno della medicina generale in Umbria si colloca all’interno delle strategie nazionali di rafforzamento della sanità territoriale, con particolare riferimento agli obiettivi del PNRR, che prevede il potenziamento delle strutture di prossimità e la digitalizzazione dei servizi sanitari. L’accordo regionale rappresenta quindi un tassello importante nel processo di modernizzazione del sistema sanitario.
La fase attuativa sarà ora centrale per verificare l’impatto concreto del nuovo modello organizzativo. La Cisl Medici Umbria ha confermato il proprio impegno a vigilare sull’applicazione dell’intesa, con l’obiettivo di garantire che la medicina generale continui a rappresentare il primo presidio di salute sul territorio, in grado di rispondere in modo efficace ai bisogni della popolazione.
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