È stato proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori della Stf Loterios di Fontignano, a Perugia, con la decisione di indire uno sciopero di 8 ore nella giornata di giovedì 25 giugno e un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento in strada Pievaiola 305. La mobilitazione arriva al termine di un’assemblea sindacale che ha coinvolto le maestranze e le organizzazioni Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, che hanno espresso forte preoccupazione per l’evoluzione della situazione aziendale.
Secondo quanto riportato dai rappresentanti sindacali, il quadro dello stabilimento sarebbe in progressivo deterioramento dopo quattro mesi di cassa integrazione straordinaria, senza che siano stati registrati segnali concreti di rilancio produttivo. I sindacati parlano di un peggioramento delle condizioni operative e di una gestione aziendale ritenuta insufficiente rispetto alla crisi in atto.
“Dopo quattro mesi di cassa integrazione straordinaria è stato registrato unicamente un netto peggioramento delle condizioni operative, un assoluto disinteresse dell’azienda”, hanno dichiarato i segretari territoriali Andrea Calzoni (Fim Cisl), Nico Malossi (Fiom Cgil) e Daniele Brizi (Uilm Uil), sottolineando anche il mancato intervento per evitare il distacco della corrente elettrica in una parte dell’immobile, oggi interessato da una procedura di sfratto.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la perdita di numerose commesse industriali, che secondo le organizzazioni sindacali sarebbe legata al deterioramento dei rapporti con i principali clienti e alla conseguente perdita di fiducia nei confronti dell’attuale proprietà. Una situazione che avrebbe aggravato la crisi produttiva del sito di Fontignano, riducendo progressivamente le attività industriali.
Nel comunicato sindacale viene inoltre evidenziato come, nonostante le interlocuzioni avvenute anche in sede istituzionale regionale, non si siano ancora concretizzate le promesse relative all’arrivo di nuove commesse o a un possibile piano di rilancio industriale. I lavoratori chiedono chiarezza sulle prospettive future dello stabilimento e sulle eventuali responsabilità nella gestione della crisi.
“L’azienda ha perso numerose e importanti commesse per il deteriorarsi dei rapporti e la sfiducia manifestata nei confronti dell’attuale proprietà da parte dei principali clienti”, hanno ribadito i sindacati, sottolineando come la situazione abbia determinato un passaggio “da un’eccedenza di ordinativi al nulla più totale”.
Le organizzazioni sindacali evidenziano inoltre che i lavoratori coinvolti vantano competenze e professionalità consolidate, maturate negli anni all’interno dello stabilimento, e chiedono che venga garantita la continuità produttiva e la salvaguardia dei posti di lavoro. La richiesta principale è quella di un intervento delle istituzioni per evitare la chiusura o il depotenziamento del sito industriale.
Per queste ragioni, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno proclamato lo sciopero e il presidio, chiedendo anche un intervento più incisivo da parte delle istituzioni e della comunità locale. “Le istituzioni e, più in generale, la comunità tutta devono prendere una posizione forte rispetto a questo che sta diventando un disastro inspiegabile”, si legge nella nota sindacale.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.