Palazzo Donini trema per una crisi interna che rischia di destabilizzare l’intera struttura amministrativa della Regione Umbria. Nicodemo Oliverio, capo di Gabinetto della presidente Stefania Proietti, ha rassegnato le dimissioni dal proprio incarico. La notizia, emersa nelle ultime ore attraverso il Corriere dell’Umbria, rivela in realtà un addio consumato già da alcune settimane, in coincidenza con l’uscita di scena di un’altra figura apicale dell’amministrazione regionale.
Oliverio, 70 anni, originario della Calabria ed ex parlamentare del Partito Democratico, era stato scelto dalla presidente Proietti come uomo di fiducia per un mandato quinquennale, con un compenso di 95mila euro lordi annui. Il suo incarico era concepito per durare l’intera legislatura, a riprova del ruolo strategico che gli era stato attribuito fin dall’insediamento.
Un addio annunciato da settimane
L’atto formale delle dimissioni risale allo stesso periodo in cui ha lasciato l’incarico Gianluca Paggi, direttore regionale dell’ambiente. Le dimissioni di Paggi, presentate il 16 marzo, sono state ufficializzate con delibera di giunta il 1° aprile. Il contemporaneo abbandono di due figure apicali della struttura regionale amplifica la portata politica della crisi e alimenta interrogativi sulla tenuta interna della giunta.
Dietro la scelta di Oliverio ci sarebbero, secondo quanto trapelato, dissidi insanabili con la presidente Proietti — un ribaltamento clamoroso, considerato che il politico era considerato il perno del raccordo politico-istituzionale della governatrice.
Il peso del ruolo perduto
Nel decreto di nomina, a Oliverio erano state attribuite competenze strategiche di primissimo piano: supporto alla direzione politica della presidente, raccordo con l’amministrazione attiva, elaborazione delle politiche pubbliche, verifica del programma di legislatura e gestione della comunicazione istituzionale. Un profilo ad amplissimo raggio, che ne faceva di fatto il principale snodo operativo e politico dell’intera struttura di palazzo Donini.
La sua uscita anticipata lascia un vuoto significativo nel coordinamento tra presidenza e apparato amministrativo, in una fase in cui la giunta Proietti è ancora impegnata nella piena attuazione del programma di governo.
La replica di Proietti: «Motivi strettamente personali»
Nel pomeriggio di venerdì, la presidente della giunta regionale ha diffuso una nota ufficiale in cui ringrazia Oliverio per il lavoro svolto «in qualità di capo di Gabinetto dal 1° luglio del 2025». Proietti ha dichiarato di non poter fare altro che «rispettare la sua decisione di lasciare l’incarico per motivi, come mi ha scritto, di carattere strettamente personale», definendo «prezioso» il suo contributo nell’attività amministrativa.
La formula delle dimissioni per ragioni personali non ha tuttavia convinto l’opposizione, che punta i riflettori sulla stabilità della macchina regionale umbra proprio nel pieno di una fase di governo cruciale.
Riassestamento e pressioni politiche
La doppia uscita di scena di Oliverio e Paggi impone alla presidente Proietti una rapida riorganizzazione degli assetti interni. L’amministrazione regionale è ora chiamata a colmare due vuoti di rilievo — uno politico-istituzionale, l’altro tecnico-ambientale — mentre le opposizioni intensificano la pressione sulla tenuta complessiva della giunta.
La crisi nella Regione Umbria con le dimissioni del capo di Gabinetto Nicodemo Oliverio segna un passaggio delicato per la presidente Proietti, alle prese con una riorganizzazione interna che metterà alla prova la solidità del suo governo regionale.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.