Mentre il Comune lancia i bus notturni con il progetto Gimo, i controlli sulla sicurezza mettono in ginocchio l’offerta di intrattenimento nel cuore della città
Le ultime settimane hanno segnato una svolta drammatica per la vita notturna del centro storico di Perugia. Una serie di controlli sulla sicurezza dei locali ha costretto diversi esercizi a chiudere i battenti, a ridimensionare la propria offerta di intrattenimento e in alcuni casi ad abbandonare del tutto l’organizzazione di eventi. Tra i casi più eclatanti, la chiusura e il sequestro dello Spazio Modu, che ha acceso il dibattito pubblico sulla tenuta culturale e commerciale del centro cittadino.
Il tempismo non potrebbe essere più paradossale. Proprio in questo periodo, l’amministrazione comunale di Perugia ha ufficialmente rilanciato il progetto Gimo – Giovani in Mobilità, che prevede il ripristino del trasporto pubblico notturno verso e dal centro storico. Dopo oltre dieci anni di interruzione, i bus notturni sono tornati a circolare, consentendo ai cittadini di muoversi anche ben oltre le ore 22. L’arrivo del primo mezzo è stato salutato con entusiasmo, ma la domanda che in molti si pongono è immediata: arrivare in centro di notte, per fare cosa?
Un’offerta culturale sotto pressione
A fotografare la situazione è Nicholas Radicchi, del circolo Arci Il Porco Rosso di via Alessi a Perugia, ospite della terza puntata del format video In Studio di Umbria24. Il circolo, realtà radicata nel tessuto culturale e associativo della città, è uno degli spazi che animano la scena notturna e culturale del centro, e che ora si trova a fare i conti con un contesto sempre più difficile.
La stretta dei controlli ha riguardato in modo particolare la conformità degli spazi alle normative di sicurezza, con verifiche che hanno evidenziato criticità strutturali o gestionali in diversi locali. Il risultato è una progressiva riduzione dell’offerta di eventi, concerti, serate culturali e momenti aggregativi che storicamente caratterizzavano il centro storico perugino, specialmente nelle ore serali e notturne.
Il nodo della coerenza nelle politiche cittadine
La vicenda solleva una questione di fondo che riguarda la coerenza delle politiche urbane: investire in mobilità notturna senza garantire al contempo la sopravvivenza degli spazi di destinazione rischia di trasformarsi in un esercizio fine a se stesso. Il progetto Gimo nasce con l’obiettivo dichiarato di incentivare i giovani a frequentare il centro storico nelle ore notturne, riducendo l’uso dell’auto privata e rivitalizzando una zona che negli ultimi anni ha mostrato segnali di spopolamento serale.
Tuttavia, se i luoghi di aggregazione, cultura e intrattenimento continuano a chiudere o a ridurre la propria attività sotto la pressione delle ispezioni, il rischio concreto è che i nuovi bus notturni percorrano un centro sempre più silenzioso.
Sicurezza necessaria, ma serve una visione d’insieme
Nessuno mette in discussione la necessità di garantire la sicurezza dei frequentatori dei locali: le normative esistono per tutelare le persone, e i controlli sono uno strumento legittimo e doveroso. Il punto critico, però, riguarda la mancanza di un accompagnamento istituzionale per i gestori che si trovano a dover adeguare rapidamente strutture spesso storiche, con costi elevati e tempi stretti.
La questione del centro storico di Perugia come spazio vivo e frequentabile di notte non è nuova, ma la simultaneità tra la chiusura dei locali e il lancio del servizio notturno la rende particolarmente urgente e visibile.
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