Primo Maggio, i sindacati ad Umbertide: “Subito patto regionale per il lavoro”

Cgil, Cisl e Uil dell'Umbria scendono in piazza con lavoratori e giovani per rilanciare un nuovo modello economico regionale basato su dignità, sicurezza e contrattazione

Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno celebrato il Primo maggio confederale regionale a Umbertide, richiamando una folta partecipazione di lavoratori, giovani e famiglie. La manifestazione, svoltasi giovedì 1° maggio, si è aperta alle 9.15 con il concentramento in piazza Gramsci, nei pressi della stazione, da cui è partito il corteo accompagnato dalla Banda Cittadina, con trattori e mezzi delle aziende agricole locali. I segretari generali regionali Maria Rita Paggio (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Maurizio Molinari (Uil) sono saliti sul palco insieme alle istituzioni locali e regionali per ribadire le priorità del mondo del lavoro umbro. Il messaggio centrale della giornata è stato netto: “Vogliamo un lavoro stabile, dignitoso e giustamente retribuito”.

Un patto per il lavoro in Umbria

Dal palco di Umbertide, i tre sindacati hanno delineato con chiarezza le priorità per il territorio. Al primo posto figura la necessità di un patto regionale per il lavoro, finalizzato ad attrarre imprese, restituire fiducia ai lavoratori e sfruttare ogni opportunità disponibile, compresa la Zona Economica Speciale (ZES). Il Primo maggio, hanno sottolineato i leader sindacali, “deve essere un momento di ripartenza per ricostruire il mondo del lavoro in modo diverso”, attraverso un nuovo modello economico capace di generare prospettive concrete per l’intera regione.

Sul fronte della sanità pubblica, Cgil, Cisl e Uil hanno sollecitato un’accelerazione nell’approvazione del nuovo piano sanitario regionale, ritenuto indispensabile per garantire risposte efficaci ai cittadini umbri che oggi, non riuscendo ad accedere adeguatamente al sistema pubblico, sono costretti a rivolgersi al privato. Un settore, quest’ultimo, che attende da oltre dieci anni il rinnovo del contratto.

Giovani, precarietà e intelligenza artificiale

Particolare attenzione è stata riservata al tema generazionale. Con un’età media dei lavoratori superiore ai 50 anni, i sindacati evidenziano come i giovani siano destinati a rappresentare il 30% della forza lavoro nel giro di pochi anni. La loro presenza numerosa al corteo è stata accolta come un segnale positivo. A loro, e a tutti i lavoratori, Paggio, Manzotti e Molinari hanno ribadito la necessità di offrire contratti stabili e sicuri, capaci di superare la precarietà e la stagionalità che caratterizzano molte realtà lavorative umbre.

Nel dibattito è entrata anche la questione dell’intelligenza artificiale, definita uno strumento già presente nella società che “deve essere governato dalle persone in modo che non ci siano ricadute negative per i lavoratori”. Contestualmente, i sindacati hanno denunciato la diffusione dei contratti pirata, accordi che garantiscono tutele inferiori rispetto a quelli siglati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.

Sicurezza sul lavoro e parità di genere

Un passaggio significativo del discorso sindacale ha riguardato la sicurezza sul lavoro, tema su cui l’Umbria registra dati preoccupanti. “Non è accettabile che chi esce per recarsi al lavoro rischi di non ritornare a casa”, hanno dichiarato i tre segretari, richiamando il dettato costituzionale sul diritto a un lavoro sicuro e adeguatamente retribuito.

Le disparità di genere hanno costituito un altro nodo centrale: troppo spesso, è stato rimarcato, le lavoratrici non hanno le stesse opportunità dei colleghi uomini e, quando occupate, percepiscono retribuzioni inferiori a parità di mansione.

Salari, anziani e giustizia sociale

A chiusura del comizio, la triade sindacale umbra ha allargato lo sguardo alla dimensione nazionale e sociale. La richiesta è univoca: “Bisogna rimettere soldi nelle tasche dei lavoratori”. Questo significa aumentare i salari, rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro, garantire maggiori diritti alle persone anziane che hanno contribuito a costruire il Paese e creare condizioni reali di giustizia sociale. La contrattazione e la partecipazione vengono indicate come strumenti irrinunciabili per conseguire uno sviluppo che non lasci indietro nessuno.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Lo scalo umbro registra il miglior mese della sua storia: nei primi otto mesi del...
La Regione aumenta da 500 mila a un milione di euro le risorse per il...
In Umbria il credito alle aziende minori resta in calo, mentre il costo del denaro...
Scaffali supermercato
Le grandi catene della distribuzione puntano su ribassi, blocchi dei listini e promozioni per attirare...
Ampliamento cava, occupazione e tutela ambientale al centro del confronto istituzionale...
I dati Istat collocano la regione ai vertici nazionali: il fenomeno riguarda oltre un terzo...

Altre notizie