Nodo di Perugia, il comitato civico ribadisce No: “Solo il 4 percento di traffico in meno”

Il coordinamento guidato da Simonetta Cianetti rilancia la battaglia contro l'infrastruttura a Ponte San Giovanni, citando i dati ANAS: benefici minimi, costi ambientali e sociali enormi

Il Coordinamento di Comitati, Associazioni ed Imprese SciogliAMO il Nodo di Perugia, presieduto da Simonetta Cianetti, torna a prendere posizione pubblica sulla vicenda del cosiddetto Nodino, l’infrastruttura viaria che attraverserebbe Ponte San Giovanni, nel territorio comunale di Perugia. Lo fa in risposta alle recenti dichiarazioni dell’assessore Francesco De Rebotti, rilanciando un’analisi critica basata sui dati ufficiali forniti dall’ANAS e confermati nel progetto definitivo.

I numeri ANAS smentiscono l’utilità del Nodo

Il punto centrale della contestazione del coordinamento riguarda l’efficacia reale dell’opera sulla mobilità urbana ed extraurbana. Secondo le tabelle ufficiali e i flussogrammi ANAS citati dal comitato, nel punto critico del raccordo Perugia-Bettolle si registrerebbe sul viadotto Volumni una riduzione del traffico pari al 4% nella sola ipotesi del Nodino. Anche considerando lo scenario più esteso — Nodino più Nodo fino a Corciano a quattro corsie — la diminuzione non supererebbe l’11%. La stessa ANAS, a pagina 20 delle conclusioni della relazione sui flussi di traffico, afferma: “I nuovi dati ANAS pubblicati nel progetto definitivo confermano quanto detto.”

Per il coordinamento, questi dati dimostrano che i flussi che congestionano la città sono principalmente legati agli spostamenti quotidiani di residenti e pendolari, non al traffico di attraversamento. Una nuova infrastruttura stradale non inciderebbe quindi sulle cause strutturali della congestione.

Domanda indotta e consumo di suolo: i rischi documentati

SciogliAMO il Nodo di Perugia richiama anche il fenomeno della domanda indotta, ampiamente documentato in letteratura scientifica e nei rapporti europei sulla mobilità: più infrastrutture stradali si costruiscono, più traffico viene generato. I benefici iniziali tendono a ridursi rapidamente, mentre i costi economici e ambientali permangono nel lungo periodo.

Tre sono i fronti di criticità indicati dal coordinamento: l’impiego di risorse pubbliche ingenti, il consumo irreversibile di suolo agricolo e naturale, e il rischio concreto di sottrarre investimenti al Trasporto Pubblico Locale (TPL). A questo si aggiunge l’impatto diretto sui residenti, che secondo il comitato sarebbero “imprigionati per oltre dieci anni dai cantieri”, subendo la trasformazione del territorio senza concreti miglioramenti alla viabilità quotidiana.

Confindustria Umbria e la questione politica

Il coordinamento non si limita all’analisi tecnica ma solleva una questione di natura politica. Puntare su grandi opere stradali — come il Nodo — significherebbe, secondo SciogliAMO, ritardare lo sviluppo di alternative moderne di mobilità: potenziamento del TPL, integrazione dei sistemi di trasporto, riduzione strutturale del traffico privato. Il comitato osserva che i principali sostenitori dell’infrastruttura sarebbero gli interessi economici rappresentati da Confindustria Umbria, mentre le città europee si muovono in direzione opposta.

Le richieste al tavolo istituzionale

Il coordinamento avanza tre richieste precise alle istituzioni: una valutazione costi-benefici indipendente e aggiornata, la pubblicazione trasparente di tutti gli studi sul traffico, e un confronto pubblico reale sulle alternative disponibili. A quest’ultimo riguardo, il comitato ricorda il seminario “Mobilità alternative per la città di oggi e di domani”, tenutosi il 13 febbraio, organizzato in collaborazione con Legambiente Umbria e FIAB, con il patrocinio dell’Assemblea Regionale, dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia e del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia, come modello di partecipazione tecnica e civica da replicare.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Fotovoltaico sul Trasimeno, Melasecche boccia i pannelli galleggianti e propone un impianto da 15 MW...
Uil Umbria e Uiltrasporti Umbria intervengono sul futuro del piano regionale dei rifiuti: al centro...
La Regione Umbria finanzia nuovi interventi nei territori con opere per piazze, borghi, impianti sportivi...

Altre notizie