Dimensionamento scolastico, l’Avvocatura dello Stato ricorre al Consiglio di Stato

Il governo impugna l'ordinanza del Tar dell'Umbria che aveva sospeso la riorganizzazione delle scuole: Città di Castello annuncia la propria costituzione in giudizio

L’Avvocatura Generale dello Stato ha presentato ricorso al Consiglio di Stato per ottenere la riforma dell’ordinanza con cui il Tar dell’Umbria aveva sospeso gli effetti del provvedimento di riorganizzazione della rete scolastica regionale. A renderlo noto è il Comune di Città di Castello, che esprime sconcerto per la tempistica della mossa e annuncia la propria costituzione in giudizio a tutela degli interessi della comunità locale.

La vicenda si inserisce nel contesto del contenzioso avviato dal Comune umbro contro il decreto del commissario ad acta Ernesto Pellecchia, responsabile dell’attuazione del piano di dimensionamento scolastico in Umbria. Il tribunale amministrativo aveva accolto, almeno in via cautelare, le ragioni del Comune, disponendo la sospensione degli effetti del provvedimento regionale.

La tempistica al centro delle critiche

Ciò che desta maggiore perplessità nell’amministrazione comunale è il momento scelto dall’Avvocatura dello Stato per agire. Il ricorso al Consiglio di Stato arriva a circa un mese di distanza dalla decisione cautelare del Tar e, soprattutto, a pochi giorni dall’udienza di merito fissata per il 12 maggio dallo stesso tribunale amministrativo dell’Umbria. Quella data avrebbe dovuto segnare la pronuncia definitiva sul ricorso del Comune.

Il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi educativi Letizia Guerri hanno commentato: “L’atto di impugnazione desta sconcerto principalmente per la tempistica, perché giunge a ormai un mese di distanza dalla decisione del tribunale amministrativo di sospendere gli effetti del provvedimento di riorganizzazione della rete scolastica regionale, ma, soprattutto, a pochi giorni dall’udienza di merito fissata il 12 maggio dallo stesso Tar dell’Umbria per pronunciarsi in via definitiva sul ricorso del Comune di Città di Castello contro il decreto del commissario ad acta Ernesto Pellecchia.”

Il Comune si costituisce in giudizio

Di fronte alla nuova fase processuale, l’amministrazione di Città di Castello ha deciso di non restare inerte. Il Comune ha conferito mandato all’avvocato De Matteis di costituirsi in giudizio anche davanti al Consiglio di Stato, portando avanti la difesa degli interessi della comunità in entrambe le sedi giudiziarie contemporaneamente.

La decisione rafforza la volontà politica e legale dell’ente locale di contrastare il piano di riorganizzazione scolastica regionale, ritenuto lesivo delle esigenze del territorio. Il contenzioso si articola ora su due fronti paralleli: l’udienza di merito del 12 maggio al Tar dell’Umbria e il procedimento appena avviato in sede di appello davanti al supremo organo della giustizia amministrativa.

Il quadro del dimensionamento scolastico in Umbria

Il dimensionamento scolastico è il processo attraverso cui le regioni, in coordinamento con il governo centrale, ridefiniscono la rete delle istituzioni scolastiche, accorpando plessi o istituti comprensivi in base a soglie minime di alunni. Il provvedimento del commissario ad acta Pellecchia aveva dato attuazione a tale processo in Umbria, incontrando però la forte opposizione di diversi enti locali, tra cui Città di Castello, che ne contestano l’impatto sul diritto all’istruzione dei propri cittadini.

Il ricorso dell’Avvocatura Generale dello Stato al Consiglio di Stato rappresenta dunque un tentativo di ribaltare la sospensione cautelare ottenuta dal Comune, rimettendo in vigore il piano regionale prima ancora che il Tar si pronunci nel merito.

Redazione

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