Festival internazionale per la parità di genere: seconda edizione a Perugia dal 4 al 9 maggio

Sei giorni di eventi gratuiti tra panel, workshop, teatro e musica per affrontare le disuguaglianze di genere in chiave multidisciplinare e internazionale

La Regione Umbria ospita dal 4 al 9 maggio 2026 la seconda edizione del Festival internazionale per la Parità di Genere, un appuntamento che coinvolgerà le città di Perugia, Terni e Foligno con circa sessanta eventi e oltre duecento speaker. La manifestazione, promossa dall’Associazione Intersezioni ETS e coordinata da Giuseppina Bonerba, docente di semiotica all’Università degli Studi di Perugia, è stata presentata alla stampa nel Salone d’Onore di Palazzo Donini alla presenza delle principali istituzioni regionali e locali.

Il programma della seconda edizione segna un ampliamento significativo rispetto alla prima: panel tematici, laboratori, incontri con autori, workshop, lezioni aperte nei dipartimenti universitari, proiezioni, mostre, teatro, musica e stand up comedy. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso libero, con l’obiettivo di rendere accessibile il dibattito sulla parità di genere a un pubblico quanto più ampio e trasversale.

Un progetto multidisciplinare e internazionale

Il Festival si caratterizza per l’approccio multidisciplinare: il programma intreccia temi quali diritti, cultura, urbanistica, clima, lavoro, economia, scienza, intelligenza artificiale, disabilità, nuove generazioni e rappresentanza. Come sottolineato dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti in conferenza stampa, “la parità di genere attraversa tutte le politiche pubbliche e tutti gli ambiti della vita collettiva. Non è un settore separato, ma una condizione essenziale per costruire una società più giusta, più libera e più sostenibile”.

La manifestazione gode del patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Perugia, della Camera di Commercio dell’Umbria, dell’Università degli Studi di Perugia e dell’OSCE di Vienna (Organization for Security and Co-operation in Europe), oltre a numerosi enti e associazioni del territorio.

Istituzioni e parità: il quadro umbro

Durante la conferenza, la presidente Proietti ha richiamato la situazione della rappresentanza femminile nelle istituzioni regionali — con una presidente della Regione e una presidente dell’Assemblea legislativa — pur avvertendo che tale presenza non esaurisce il tema. Restano aperti nodi cruciali come la parità salariale, la conciliazione vita-lavoro, la distribuzione del lavoro di cura e il contrasto alla violenza di genere.

La presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi ha ribadito che una società equa non può prescindere dalla parità in ogni fase della vita, richiamando in particolare le disuguaglianze nell’accesso alle carriere e la necessità che le donne non siano costrette a scegliere tra maternità e occupazione.

Il vicepresidente della Regione Tommaso Bori ha posto l’accento sulla radice culturale delle disuguaglianze, citando il pensiero di Stefano Rodotà: la discriminazione nasce spesso nelle relazioni private per poi riflettersi nello spazio pubblico. “Finché la cura degli anziani, dei bambini, delle persone con disabilità e delle fragilità sarà considerata un dovere naturale di un solo genere — ha affermato — non ci sarà legge elettorale o quota rosa capace, da sola, di scardinare la discriminazione profonda che nasce nel silenzio delle case”.

Il quadro legislativo regionale

A margine dell’evento, l’assessora regionale alle Pari Opportunità Simona Meloni ha illustrato il lavoro legislativo in corso. Oltre alla legge sulla parità di genere approvata in Umbria nel 2015 e alla legge contro la discriminazione approvata all’unanimità nella scorsa legislatura, la Regione sta lavorando a una norma sull’educazione affettiva, elaborata insieme alla consigliera Maria Grazia Proietti e ispirata all’esperienza legislativa della Puglia.

Il ruolo delle imprese e della Camera di Commercio

Il segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria Federico Sisti ha evidenziato il valore del Festival come appuntamento stabile nel panorama regionale. Tra i temi di interesse per il mondo economico figurano la certificazione della parità di genere nelle imprese, le società benefit e un modello produttivo orientato non solo al profitto ma anche all’inclusione e alla restituzione sociale.

Le giovani generazioni come motore del cambiamento

Un elemento trasversale del programma è il coinvolgimento delle scuole e delle università, considerate luoghi privilegiati di formazione della coscienza civile. Il Festival punta a trasformarsi, nelle parole della coordinatrice Bonerba, in “un luogo stabile di confronto, formazione e responsabilità condivisa”, grazie a una rete di partenariati che unisce istituzioni, terzo settore, imprese e organismi internazionali.

Redazione

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