Nel procedimento giudiziario che ha portato alla condanna all’ergastolo di Gianluca Nicola Romita per la morte di Laura Papadia, avvenuta a marzo dello scorso anno a Spoleto, il Comune si è costituito parte civile ottenendo un risarcimento economico. La decisione è stata pronunciata dalla Corte d’Assise di Terni, che ha riconosciuto la gravità dei fatti in quello che rappresenta uno dei più recenti casi di femminicidio in Italia, con profonde ripercussioni sulla comunità locale.
L’Ente, rappresentato dall’avvocato Alessandra Rondelli, aveva scelto di prendere parte al procedimento già nella fase preliminare davanti al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Spoleto. Una scelta motivata dalla volontà di affermare il ruolo delle istituzioni nella tutela delle vittime e nella lotta alla violenza di genere, oltre che di sostenere simbolicamente la memoria della vittima e i diritti delle donne.
A seguito della sentenza, al Comune di Spoleto è stato riconosciuto un risarcimento pari a 10.000 euro, a cui si aggiungono 7.300 euro per le spese legali. Si tratta di somme che l’amministrazione ha già deciso di destinare a iniziative concrete volte al contrasto della violenza sulle donne, rafforzando le attività già presenti sul territorio.
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare il risarcimento in strumenti utili per la prevenzione e il supporto alle vittime, attraverso interventi mirati e collaborazioni con realtà locali impegnate nel settore. In particolare, l’amministrazione comunale ha espresso l’intenzione di lavorare in sinergia con il Centro Antiviolenza “Crisalide”, realtà attiva nella rete di sostegno cittadina.
L’assessora Luigina Renzi ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’iniziativa, dichiarando: “Il ricordo di Laura non ci abbandona mai. La violenza che ha messo fine alla sua vita ha sconvolto la nostra comunità, che ha manifestato ed espresso da subito la propria totale e assoluta contrarietà. Come istituzione abbiamo ritenuto doveroso costituirci parte civile, per Laura, per la sua famiglia, per tutte le donne che continuano a subire violenza fisica, sessuale, psicologica o economica. La nostra intenzione, non appena il risarcimento che ci è stato riconosciuto sarà nelle disponibilità del Comune, è di realizzare progetti e attività insieme al Centro Antiviolenza “Crisalide”, per potenziare la rete di ascolto e sostegno già presente in città”
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.