Filt Cgil Umbria: “Tagli al Tpl voluti, a rischio corse e tariffe”

Il sindacato denuncia i ritardi nei trasferimenti del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale e mette in guardia su conseguenze dirette per utenti e lavoratori in Umbria

Il segretario generale della Filt Cgil Umbria, Ciro Zeno, torna a farsi sentire sulla questione dei tagli al trasporto pubblico locale in Italia e in Umbria, a seguito delle notizie relative ai ritardi nei trasferimenti del Fondo nazionale per il Tpl alle Regioni. Secondo il sindacalista, la crisi che investe il settore non è il risultato di fattori contingenti o imprevisti, ma di scelte politiche precise e reiterate da parte dell’attuale esecutivo.

Una crisi strutturale, non accidentale

Zeno è netto nella sua analisi: la crisi del trasporto pubblico locale in Italia è, a suo avviso, il frutto diretto di tagli strutturali operati sistematicamente dal governo Meloni, che colpiscono un comparto già in difficoltà. L’Umbria non fa eccezione a questo quadro nazionale. Il ritardo nell’erogazione delle risorse del Fondo nazionale Tpl alle regioni rappresenta, per il segretario della Filt, l’ennesima conferma di una politica di disinvestimento che penalizza i cittadini e i lavoratori del settore.

Lo scenario più temuto: meno corse o biglietti più cari

Il sindacato lancia un avvertimento concreto: qualora le risorse non venissero garantite in tempi adeguati, il servizio di trasporto pubblico locale in Umbria potrebbe trovarsi di fronte a scelte drastiche. Le ipotesi sul tavolo sono due, entrambe penalizzanti — la riduzione delle corse oppure l’aumento dei ticket. In entrambi i casi, sottolinea Zeno, a pagare il prezzo più alto sarebbero gli utenti e i lavoratori del settore.

“Miopia e mancanza di ascolto”

Il segretario generale della Filt Cgil Umbria non risparmia critiche sul metodo con cui l’esecutivo affronta il dossier trasporti. “Miopia e mancanza di ascolto” sono, secondo Zeno, le motivazioni alla base di un approccio che, anziché rafforzare i servizi essenziali, ne erode progressivamente le fondamenta finanziarie. Particolarmente significativa la sottolineatura temporale: siamo nel 2026, eppure il dibattito pubblico ruota ancora attorno alla possibilità di tagliare risorse a un servizio che il sindacalista definisce “fondamentale per i cittadini“.

Il nodo delle priorità politiche

L’affondo finale di Zeno si estende oltre il perimetro del trasporto pubblico per investire il più ampio terreno delle priorità dell’agenda di governo. A suo giudizio, la discussione politica dovrebbe concentrarsi sul sostegno a sanità, trasporti e scuola — settori strategici per la coesione sociale e il funzionamento del Paese — piuttosto che sulla riforma costituzionale, che il segretario della Filt giudica inopportuna rispetto alle urgenze reali. Sul fronte contrattuale, Zeno richiama l’attenzione anche sui rinnovi dei contratti nazionali di lavoro, anch’essi in attesa di risposte concrete da parte delle istituzioni.

Redazione

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