Nel corso del 2025, la polizia postale dell’Umbria, con sede a Perugia, ha intensificato l’attività di contrasto ai reati online, registrando un aumento significativo dei casi trattati, in particolare nell’ambito della tutela dei minori e dei reati contro la persona commessi attraverso il web. I dati delineano un quadro complesso, che evidenzia sia la diffusione di fenomeni criminali digitali sia il rafforzamento delle attività investigative e preventive.
Uno dei fronti più delicati riguarda la pedopornografia online. Nell’anno appena concluso sono stati scoperti 16 casi complessivi: 10 relativi alla detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, 4 casi di adescamento di minorenni e 2 episodi di atti sessuali con minori. Nell’ambito di queste indagini, coordinate dalla polizia postale di Perugia, guidata da settembre 2025 dal vice questore aggiunto Francesco Verduci, sono state eseguite 22 perquisizioni e 4 arresti, tutti a carico di persone trovate in possesso di un ingente quantitativo di materiale illecito.
Parallelamente, l’attività di monitoraggio ha interessato 191 spazi virtuali, portando all’individuazione di 17 siti con contenuti pedopornografici, tutti ospitati all’estero e segnalati attraverso i canali di cooperazione internazionale. Un lavoro che conferma la dimensione globale del fenomeno e la necessità di un costante coordinamento tra le forze di polizia dei diversi Paesi.
In crescita anche i reati contro la persona commessi tramite internet, che nel 2025 hanno raggiunto 157 casi, in aumento rispetto ai 129 del 2024. Il dettaglio comprende 3 casi di revenge porn, 1 di stalking, 40 di diffamazione, 3 di minacce, 11 di molestie, 12 di sextortion, 83 di sostituzione di persona e 4 episodi di hate speech. A questi si aggiungono 8 casi di cyberbullismo. Complessivamente, per i reati contro la persona e la pedopornografia sono state denunciate 78 persone, a fronte di 363 denunce totali nell’arco dell’anno.
Un ulteriore ambito di attenzione è rappresentato dalla minaccia terroristica veicolata attraverso il web. Nel 2025 la polizia postale umbra ha trattato 20 casi, contro i 12 dell’anno precedente, con 1 arresto, 5 persone indagate e 3 perquisizioni eseguite. L’attività di prevenzione e controllo ha comportato il monitoraggio di 39.487 spazi virtuali, a conferma dell’impegno costante sul fronte della sicurezza digitale.
Sul piano generale del controllo della rete, la polizia postale ha monitorato anche 21.937 messaggi, 12.685 pagine di social network e 4.730 spazi virtuali, non direttamente collegati alla minaccia terroristica, ma ritenuti sensibili per la prevenzione di reati informatici.
Resta rilevante il capitolo delle truffe online, che comprende fenomeni come e-commerce fraudolenti, trading online illecito, phishing, smishing e vishing. Nel 2025 sono stati trattati 893 casi, in diminuzione rispetto ai 1.120 del 2024, con 317 persone denunciate e 17 perquisizioni. Un dato in calo che tuttavia conferma l’ampiezza del fenomeno e la necessità di un’azione costante di contrasto.
Accanto all’attività repressiva, la polizia postale ha rafforzato il lavoro di prevenzione e divulgazione. Nel corso del 2025 sono stati realizzati 58 incontri con scuole, anziani e associazioni, più del doppio rispetto ai 28 del 2024, coinvolgendo complessivamente 8.774 persone, contro le 4.954 dell’anno precedente. Un impegno mirato a diffondere la cultura della sicurezza digitale e a ridurre i rischi legati all’uso consapevole della rete.
Il quadro umbro si inserisce in un contesto nazionale ampio. In tutta Italia, nel 2025, la polizia postale ha trattato 51.560 casi, con 293 arresti, 7.590 persone denunciate e 2.157 perquisizioni. Solo sul fronte della pedopornografia e dell’adescamento online, i procedimenti sono stati 2.574, con 222 arresti e il monitoraggio di oltre 16.500 siti, di cui 2.876 inseriti in black list. Numeri che confermano come il contrasto ai reati digitali rappresenti una delle sfide più complesse per la sicurezza contemporanea.
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