Minaccia la compagnia di sfregiarla con l’acido, condannato a 9 mesi

Un uomo di Assisi patteggia 9 mesi di pena per violenze e minacce verso la sua ex compagna, tra cui frasi gravi e comportamenti persecutori, con la vittima costretta a lasciare la casa familiare.

Violenza

Un uomo di 45 anni di Assisi ha patteggiato una pena di nove mesi di reclusione davanti al giudice di Perugia Francesco Loschi, dopo essere stato accusato di maltrattamenti, minacce e atti persecutori nei confronti della sua ex compagna. La donna si è costituita parte civile, denunciando una serie di violenze fisiche e psicologiche che l’hanno costretta a vivere in un regime di costante paura e sofferenza. Ne riferisce Umbria24.

Le accuse di maltrattamenti e minacce gravi

Secondo quanto riportato nell’atto di costituzione di parte civile, l’uomo avrebbe sottoposto la vittima a violenze fisiche e psicologiche in più occasioni, non solo durante la convivenza ma anche successivamente. La donna ha descritto condotte di violenza che includevano insulti e frasi minacciose, spesso pronunciate anche al telefono. Tra le dichiarazioni più gravi dell’uomo, vi erano minacce come: «Ti getto nell’acido» e «Se ti metto le mani addosso non ti riconosce nemmeno la Scientifica». L’aggressione fisica si sarebbe manifestata anche in episodi di violenza diretta, come quando l’imputato le ha messo un ginocchio alla gola e trascinata per i capelli all’interno della casa.

Condotte persecutorie e violenza psicologica

L’uomo avrebbe anche messo in atto comportamenti persecutori dal 2018, come pedinamenti continui verso la casa e il luogo di lavoro della vittima, creando una costante sensazione di paura e insicurezza per la donna, che non si sentiva più libera nemmeno nei suoi spostamenti quotidiani. Questi atti, uniti alle violenze fisiche, avevano costretto la donna a lasciare la casa familiare, per proteggere se stessa e i figli minori, con la consapevolezza che la convivenza con l’imputato era diventata insostenibile.

Le sofferenze della vittima e la difesa legale

Nel documento presentato dall’avvocato Luisa Manini, che rappresenta la parte civile, si sottolinea come la vittima abbia dovuto affrontare sofferenze fisiche e psicologiche continue. La donna, vittima di un regime di vita vessatorio e mortificante, ha trovato nel sostegno legale e nel processo un tentativo di ottenere giustizia per le sofferenze subite e di tutelare i suoi figli minori. La condanna dell’imputato è stata una risposta parziale alle vessazioni e alle umiliazioni subite, ma la parte civile resta attenta alle implicazioni psicologiche e familiari derivanti da tali esperienze.

Redazione

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