Città 30, Perugia avvia il cambiamento tra polemiche, progetti e visioni europee

Al convegno Fiab esperti, amministratori e tecnici tracciano la rotta per una mobilità sostenibile: meno auto, più sicurezza, spazi condivisi

Vittoria Ferdinandi

Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia, ammette con franchezza i limiti strutturali dell’amministrazione: personale insufficiente, troppi cantieri e una gestione “bulimica” dei fondi del PNRR. Ma, nonostante le difficoltà, la visione resta chiara: la trasformazione urbana comincia dalle scuole e dalle piazze, con l’obiettivo di arrivare a una vera Città 30.

Non uccidiamo i sogni, ma li rendiamo realizzabili con pragmatismo”, ha spiegato dal palco del Teatro Tieffeu durante il convegno “Città 30, città per le persone”, organizzato da Fiab Perugia in occasione del decennale. Un momento di confronto arricchito da esperienze nazionali e internazionali.

De Rebotti: “Auto oltre gli abitanti, servono soluzioni urgenti”

Francesco De Rebotti, assessore regionale alla Mobilità, ha riportato un dato emblematico: a Perugia ci sono 1,5 auto per abitante. “Già questo dovrebbe bastare a spiegare perché serve agire con urgenza”, ha dichiarato.

Ha poi annunciato 4,3 milioni di euro per tre ciclovie strategiche: Montecorona-Gubbio-Fossato di Vico, Bevagna-Sangemini-Terni e anello del lago di Piediluco. Obiettivo: estendere la rete con ulteriori fondi per Trasimeno, Terni-Narni e la Spoleto-Norcia.

Le zone 30 non sono crociate contro l’auto, ma strumenti per salvare vite, ridurre lo smog e restituire spazi pubblici”, ha aggiunto De Rebotti.

Vossi: “Piano condiviso con i cittadini, nessuno sarà escluso”

Pierluigi Vossi, assessore alla Mobilità del Comune, ha illustrato il piano per i primi interventi nei quartieri: Ponte San Giovanni, Balanzano, San Sisto, via Birago, e altri. Ogni intervento sarà preceduto da un percorso partecipato.

Partiamo da zero, il PUMS del 2019 è rimasto lettera morta”, ha dichiarato. Il piano prevede anche il miglioramento dei servizi pubblici e delle infrastrutture di accesso: pensiline, illuminazione, marciapiedi.


Esperienze europee: Bologna, Valencia, Parigi fanno scuola

Andrea Colombo, project manager di Bologna 30, ha portato dati concreti: zero pedoni morti in un anno, incidenti in calo, -29% di NO2, +10% di traffico ciclabile. “Non è ideologia ma fisica: meno velocità, più sicurezza”, ha spiegato.

Giuseppe Grezzi, ex assessore alla Mobilità di Valencia, ha raccontato come la città sia diventata capitale della bici nel Mediterraneo: 75 km di piste ciclabili e +67% di transazioni commerciali. “La libertà non è muoversi in auto ovunque, ma potersi muovere ovunque senza auto”, il suo slogan.

Susanna Maggioni (Fiab nazionale) ha ricordato l’esempio di Parigi: 17.000 alberi, 300 strade scolastiche, 40% dell’asfalto sostituito con verde. “Nessuna città europea è tornata indietro dopo aver adottato le zone 30”.

Cultura e formazione: la chiave del cambiamento

Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria, ha sottolineato come la sicurezza stradale non sia un lusso ma una necessità. “Serve formazione continua per chi amministra e per i tecnici, così da saper spiegare e difendere i progetti”.

Il percorso ciclopedonale da Centova al Silvestrini sarà dedicato a Maria Grazia Celani, fondatrice di Fiab Perugia Pedala, recentemente scomparsa. L’annuncio, commosso, di Paolo Festi, presidente Fiab Perugia, ha segnato uno dei momenti più toccanti dell’incontro.

Via Birago, la prima area da trasformare

In chiusura, gli architetti Marco Piazza e Matteo Lanfaloni hanno presentato il progetto pilota per via Birago, che segnerà l’avvio concreto della trasformazione urbana di Perugia verso una mobilità sostenibile e inclusiva.

Stefano Caserini, assessore a Lodi, ha portato l’esperienza di una città di 46mila abitanti con già 22 zone 30 attive: piccoli numeri, ma grandi risultati.

Redazione

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