Un giardiniere 33enne residente a Citerna è stato raggiunto da un provvedimento di divieto di avvicinamento alla casa familiare, emesso dal Gip di Perugia dopo l’interrogatorio svoltosi nelle ultime ore. L’uomo è indagato per gravi episodi di maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni del padre, con il quale condivideva la residenza. A sostegno della misura, la Procura ha raccolto numerose testimonianze e riscontri che documentano una lunga serie di comportamenti violenti e minacciosi. Ne riferisce Umbria24.
Il quadro accusatorio ricostruisce una situazione domestica profondamente deteriorata, caratterizzata da intimidazioni, percosse e sopraffazioni che avrebbero compromesso la salute psicofisica della persona offesa. Il padre dell’indagato avrebbe subito ripetuti episodi di violenza fisica, morale e psicologica, tali da rendergli la quotidianità insostenibile e pericolosa.
Secondo quanto riportato nel fascicolo investigativo, il giovane avrebbe più volte aggredito verbalmente e fisicamente il genitore, anche in presenza di altri familiari. Uno degli episodi più gravi risalirebbe a pochi giorni dopo Ferragosto, quando, dopo una discussione scaturita durante un breve spostamento in auto sotto il sole estivo, il 33enne avrebbe spento una sigaretta sul collo del padre, tentato di infilargli in bocca un tubo da irrigazione, e infine lo avrebbe colpito con ripetuti pugni al volto e alla testa. L’aggressione si sarebbe interrotta soltanto alla vista dell’anziana nonna, affacciatasi dalla finestra.
Gli atti del pubblico ministero parlano di un clima di costante oppressione, aggravato da minacce di morte, tra cui una frase pronunciata dall’indagato e riportata nel fascicolo: «Ti sgozzo come un agnello a Pasqua». In un altro episodio, durante le festività pasquali, l’uomo avrebbe lanciato contro il padre bottiglie di olio e aceto, nonché del sale, provocando una colluttazione. In un’altra occasione, il giovane gli avrebbe tirato addosso della polvere di caffè, pretendendo obbedienza e dichiarando: «O le fai con le buone o con le cattive», accompagnando queste parole con minacce esplicite: «Ti tolgo di mezzo», «ti investo con l’auto».
Il padre, secondo quanto emerso dalle indagini, è stato costretto a vivere in un contesto di continua paura, vittima di gesti che ne hanno compromesso la stabilità fisica ed emotiva. Il referto medico a seguito dell’ultima aggressione parla di una prognosi di dieci giorni, con lesioni localizzate sul viso e alla testa.
Il procedimento è ancora in fase preliminare, ma la gravità degli indizi raccolti ha spinto il giudice ad adottare la misura cautelare, ritenuta necessaria per salvaguardare l’incolumità della persona offesa.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.