Studentessa perugina si tuffa in mare e salva due donne che stavano annegando

Vittoria D’Alessandro, 24 anni, ha riportato a riva una donna aretina e una bresciana trascinate dalla corrente a Milano Marittima

«Le ho sentite urlare “aiuto”, anche se ero distante. Senza riflettere, mi sono precipitata in mare. Era l’unica cosa da fare». Così Vittoria D’Alessandro, 24enne originaria di Perugia, racconta i drammatici momenti in cui, venerdì scorso, ha salvato due donne in difficoltà tra le onde, lungo la spiaggia di Milano Marittima, in una zona interdetta alla balneazione a causa della bandiera rossa.

Il mare era agitato, il vento forte, e le condizioni proibitive. Eppure, la giovane – atleta, studentessa e professionista divisa tra l’Italia e gli Stati Uniti – non ha esitato a tuffarsi per soccorrere due sconosciute, bloccate in un canalone profondo, a circa 40 metri dalla riva.

«Piangevano e non riuscivano a muoversi, erano terrorizzate. Ho afferrato la prima da sotto le braccia, e ho detto all’altra di reggersi alla mia spalla mentre nuotavo verso la spiaggia», ha raccontato. L’intervento è avvenuto in una delle ore più tranquille della giornata, intorno alle 19:30, quando sulla spiaggia non c’erano più bagnini, proprio a causa dell’allerta.

Le due donne, una di 67 anni di Arezzo e l’altra di 36 di Brescia, erano finite in balia della corrente, impossibilitate a nuotare e ormai nel panico. Vittoria le ha raggiunte da sola, senza attrezzature di salvataggio, e le ha riportate a riva, praticamente sostenendole da sola. Il padre, presente in spiaggia, aveva recuperato un salvagente, ma al momento dell’arrivo era già tutto sotto controllo.

«Mi hanno ringraziato con le lacrime agli occhi. Mi hanno abbracciato, mi hanno detto che non dimenticheranno mai quello che ho fatto», ha aggiunto D’Alessandro, che non ama definirsi eroina: «Ho solo seguito l’istinto, non ho avuto tempo per pensare».

Nonostante la giovane età, Vittoria ha un curriculum notevole: laurea in giurisprudenza negli Stati Uniti, una seconda laurea in corso a Trento, un lavoro a New York e una passione per lo sport ad alta intensità, in particolare le competizioni Hyrox. La sua forza fisica e mentale, frutto di allenamento costante, è stata determinante nel salvataggio.

Il gesto ha fatto rapidamente il giro dei social e dei media locali, ma lei resta con i piedi per terra, quasi sorpresa dalla risonanza dell’accaduto. «Le ho riviste anche il giorno dopo. Mi hanno detto che sarò sempre nel loro cuore. È stato emozionante».

Redazione

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