Una Gerusalemme deserta, silenziosa e sotto allerta, dove la popolazione resta in attesa di una possibile reazione iraniana. Così si presenta la città in una mattinata di tensione, con aeroporti chiusi, accessi ai villaggi palestinesi bloccati e cittadini attaccati a radio e televisori, come racconta Moreno Caporalini, cooperante umbro dell’Associazione dei Comuni del Trasimeno impegnato in Palestina.
“Il clima è cambiato radicalmente” dopo l’attacco a Tel Aviv, spiega Caporalini all’Ansa rientrato a Gerusalemme nella notte da Nablus. A svegliarlo sono stati le sirene e “un allert sui telefoni con un suono terribile”. Nel suo racconto, emerge uno stato d’animo collettivo di stanchezza, rabbia e rassegnazione. “Molti si aspettavano un attacco all’Iran, obiettivo da sempre dichiarato da Israele. Da due anni si respira un’aria pesantissima”.
Nonostante il contesto critico, Caporalini prosegue il suo lavoro nei territori di Nablus e Ramallah, in un progetto di cooperazione dedicato alla gestione dei rifiuti e all’ambiente, promosso da Felcos Umbria. “Cerchiamo di sviluppare politiche di crescita sostenibile. L’obiettivo, ancora lontano, è arrivare a un sistema di raccolta differenziata”, spiega il cooperante.
In uno scenario segnato dall’instabilità, si alza anche la voce delle istituzioni europee. L’europarlamentare Marco Squarta invoca l’attivazione di misure straordinarie per sostenere i giovani palestinesi attraverso il programma Erasmus+. Ricorda infatti che, come già accaduto per la crisi in Ucraina, anche per la Palestina si può fare ricorso all’articolo 16 del Regolamento Erasmus+ (2021-2027), che consente di intervenire in contesti di crisi gravi.
“Chiediamo all’Europa di dimostrare la stessa prontezza – afferma Squarta – valutando, nel rispetto della sicurezza, bandi straordinari, borse di studio e mobilità ibrida per ragazze e ragazzi palestinesi, in collaborazione con le università europee”. Una proposta che punta a offrire un’alternativa culturale e formativa, nella convinzione che “l’Europa che sogniamo è quella che non si rassegna alla distruzione, ma sceglie ogni giorno di investire sui giovani, sulla conoscenza e sul coraggio di ricominciare”.
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