Il Partito Democratico dell’Umbria si prepara a un congresso che potrebbe segnare un nuovo punto di svolta nella sua riorganizzazione interna. Il sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, ha ufficializzato la sua candidatura a segretario regionale, proponendosi come guida di un partito che deve “guardare avanti e radicarsi nei territori”.
La candidatura è stata presentata insieme a quelle di Lodovico Baldini, ex sindaco di Valtopina e candidato alla segreteria provinciale di Perugia, e di Damiano Bernardini, sindaco di Baschi, in corsa per la segreteria provinciale di Terni. Tre nomi accomunati da un percorso condiviso nelle istituzioni locali, che rappresentano – secondo Pasquali – una garanzia di esperienza e visione amministrativa concreta.
Un nuovo ciclo dopo Tommaso Bori
Il congresso regionale si apre in un momento di transizione politica, segnato dalla scelta dell’attuale segretario Tommaso Bori di non ricandidarsi in quanto recentemente nominato assessore regionale e vicepresidente della Giunta. Tra gli sfidanti, l’ex parlamentare Carlo Emanuele Trappolino.
Pasquali, 44 anni, in carica come sindaco da sette anni, punta a dare continuità al rinnovamento avviato dal Pd nei comuni e in Regione, ma anche a rafforzarne la capacità attrattiva: “Serve uno slancio per rafforzare il governo della Regione, ma anche per tornare a governare le città in cui oggi siamo all’opposizione”, ha dichiarato.
Un partito aperto e inclusivo
Il programma di Pasquali si fonda su parole chiave come innovazione, condivisione e allargamento, richiamando l’esperienza del Patto Avanti, che ha segnato una svolta nelle recenti elezioni umbre. Il candidato sottolinea l’importanza di una classe dirigente capace di rappresentare sia i bisogni concreti che le aspirazioni collettive: “Il Pd deve dare voce anche ai sogni della comunità, non solo interpretarne le urgenze”, ha spiegato, ricordando l’importanza di valori come il lavoro, la sanità, i trasporti e la pace.
Le sfide provinciali: consolidare e invertire
Sul fronte delle segreterie provinciali, Baldini a Perugia punta a consolidare i risultati positivi, mentre Bernardini a Terni ha parlato esplicitamente di “inversione di rotta”: “Ci meritiamo altro. Il congresso deve servire a rimettere al centro la comunità e a ricucire il dialogo con chi si è allontanato”, ha affermato.
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