Bufera sul consiglio comunale di Trevi. A scatenarlo Dalila Stemperini, esponente di opposizione e mamma da poco più di un mese. La quale si scaglia contro il sindaco Ferdinando Gemma e il presidente dell’assise che le hanno negato la possibilità di partecipare da remoto.
“Da qualche mese a questa parte abbiamo chiesto più volte come gruppo Trevi Bene Comune di poter usufruire del collegamento da remoto limitatamente ai casi in cui siamo impossibilitati a partecipare in presenza – scrive sui social – come già stabilito a livello di possibilità nella precedente legislatura.𝐈𝐥 𝟐𝟒 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐡𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐞 è 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐦𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐛𝐧𝐞𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐡𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐡𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐫𝐞𝐦𝐨𝐭𝐨.”
E conclude sarcastica: “La mia voce sarà ancora più forte.Intanto becchiamoci un bell’aumento della TARI. In due anni abbiamo superato il 30% di rincari, una tassa che sta diventando insostenibile per famiglie e imprese. Dio, Patria e Famiglia….quando gli pare!”
In appoggio a Stemperini arriva l’assessore regionale Simona Meloni: “L’episodio accaduto a Trevi nei giorni scorsi, che ha visto la consigliera comunale Dalila Stemperini impossibilitata a partecipare da remoto a una seduta del Consiglio comunale, è un campanello d’allarme che non possiamo permetterci di ignorare”.
E aggiunge: “Una donna, una consigliera eletta, una giovane madre, che chiede di poter svolgere il proprio ruolo istituzionale online tramite strumenti già adottati in passato — e che si vede negata questa possibilità – continua l’assessora – subisce una lesione non solo personale, ma democratica. Non è accettabile che nel 2025 si debba ancora scegliere tra maternità e impegno politico. Questo è il nodo centrale: non può esserci piena cittadinanza se non garantiamo alle donne le condizioni per partecipare davvero alla vita pubblica”
La replica del Sindaco
Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Ferdinando Gemma, . “Non abbiamo fatto altro che applicare un regolamento ereditato dalla precedente amministrazione – ha sostenuto -, che includeva anche la stessa consigliera Stemperini. Il regolamento stabilisce che in caso di temi fondamentali per l’attività amministrativa, come il bilancio o altre scadenze, si richiede la presenza fisica, anche per evitare problemi tecnici come interruzioni di rete o blackout”.
Il sindaco ha però tenuto a esprimere la propria vicinanza personale. “Siamo da sempre sensibili alle tematiche dell’universo femminile – ha detto – e alla situazione della consigliera, una giovane madre. Se la minoranza lo riterrà opportuno, siamo disponibili a rivedere il regolamento per andare incontro alle esigenze non solo della collettività ma anche dei singoli amministratori”. “Vogliamo poter garantire la massima tutela a tutte le parti, a cominciare ovviamente dal bene comune che si chiama comunità di Trevi”, sottolinea Gemma che si dice ben disposto anche ad avere il neonato in consiglio comunale, qualora la consigliera Stemperini decidesse di partecipare ai lavori con il bimbo al seguito.
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