Ospedale di Città di Castello con carenza di personale, Arcaleni: “Turni extra e servizi in sofferenza”

Città di Castello, interrogazione dell'esponente di Castello Cambia sulle carenze del Pronto Soccorso: personale insufficiente e condizioni critiche mettono a rischio la sicurezza dei pazienti.

La consigliera comunale di Città di Castello, Emanuela Arcaleni (Castello Cambia), ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione urgente sulle condizioni critiche del servizio di Pronto Soccorso dell’ospedale locale, che rappresenta il quarto presidio sanitario dell’Umbria e una struttura fondamentale per il territorio. La denuncia riguarda le reiterate carenze di personale, che stanno mettendo a rischio la sicurezza nell’assistenza ai pazienti e la gestione degli oltre 25mila accessi annuali.

“Le reiterate carenze di personale rischiano di non garantire la dovuta sicurezza nell’assistenza dei pazienti e di quanti accedono ogni giorno al Pronto Soccorso del quarto ospedale dell’Umbria, sede di DEA di primo livello”, ha dichiarato Arcaleni. La consigliera ha evidenziato come i 10 posti letto di Osservazione Breve Intensiva (OBI) siano perennemente occupati, spesso da pazienti con patologie gravi in attesa di ricovero nei reparti di degenza.

Secondo Arcaleni, la gestione delle emergenze territoriali e del Pronto Soccorso risulta gravemente compromessa. “Il personale infermieristico, che è anche contemporaneamente adibito alle chiamate di emergenza territoriale (con circa 13-14 chiamate nelle 24 ore), presta assistenza a oltre 70-80 accessi giornalieri al Pronto Soccorso, ma non è sempre adeguatamente supportato da personale Oss, anch’esso numericamente carente”.

La consigliera ha sottolineato che la situazione è ulteriormente aggravata dall’uscita di due infermieri adibiti alle emergenze, che ha ridotto il personale operativo a sole tre unità di giorno e due di notte, un numero chiaramente insufficiente. Anche il personale medico stabile è in difficoltà: “La dirigenza è stata costretta a chiedere ai medici di altri reparti di effettuare turni extra, con un costo orario di 80-100 euro, che potrebbe essere meglio utilizzato per assunzioni e stabilizzazioni”.

Arcaleni ha chiesto chiarimenti sulle misure intraprese dall’Amministrazione per affrontare una situazione nota da tempo e ha messo in dubbio l’efficacia del percorso dedicato ai codici a bassa intensità annunciato nel luglio 2023. “Ho chiesto di conoscere le azioni intraprese dall’Amministrazione per sollecitare la soluzione delle problematiche, e quali esiti abbia dato il percorso pubblicizzato, che è sempre sembrato più un diversivo che altro”.

La consigliera ritiene essenziale un confronto diretto con le autorità sanitarie. “Riteniamo doveroso chiedere con forza un incontro con i vertici sanitari della ASL1 e con il nuovo Direttore regionale del Servizio Sanitario al fine di affrontare con determinazione ed efficacia le carenze”.

La situazione attuale è stata definita “insostenibile”. “Le condizioni di lavoro all’interno del Pronto Soccorso, come denunciato anche dal sindacato Nursing UP, restano precarie. Diventa ormai imprescindibile per la nuova Giunta e Direzione sanitaria affrontare la necessità di dotare il reparto di nuovo personale”.

Arcaleni ha ribadito che è necessario intervenire con urgenza per garantire turnazioni adeguate, sostituzioni efficaci e risorse sufficienti a migliorare le condizioni operative di un servizio fondamentale per la salute pubblica.

Redazione

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