Umbria alle Regionali: il ruolo decisivo di grandi e piccoli Comuni nella sfida elettorale

Con il 70% degli elettori concentrati nei grandi centri, l’esito delle elezioni umbre dipenderà anche dai voti nei piccoli comuni, dove la destra è in netto vantaggio

Palazzo Cesaroni

Uno degli elementi centrali nelle elezioni regionali del 17 e 18 novembre in Umbria sarà la differenza in termini di densità demografica e risultati elettorali tra i grandi e piccoli comuni della regione. Complessivamente, l’Umbria conta 92 comuni, ma nei 15 centri principali — quelli con oltre 15.000 abitanti — si concentra il 70% della popolazione, e quindi degli aventi diritto al voto. Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello, Spoleto, Gubbio, Corciano, Assisi, Orvieto, Marsciano, Todi e altri grandi comuni rappresentano così il cuore della competizione elettorale.

Tuttavia, non si possono ignorare i restanti 77 comuni. Pur considerando le differenze nei meccanismi elettorali e nell’offerta politica, gli ultimi appuntamenti elettorali — europee, amministrative e politiche — hanno mostrato come la destra risulti nettamente maggioritaria in molti dei piccoli comuni umbri, superando spesso il 50% dei consensi. Anche in questa tornata elettorale, dunque, migliaia di voti provenienti da queste aree potrebbero fare la differenza, specialmente in un contesto che si prospetta più combattuto rispetto a cinque anni fa. Nelle elezioni politiche di settembre 2022, ad esempio, sebbene a Perugia la differenza sia stata di circa il 10%, nei piccoli comuni delle zone appenniniche, della Valnerina, dell’Alto Tevere e della Media Valle del Tevere, il divario si è rivelato molto più marcato, come evidenziato dalla mappa elettorale.

Per quanto riguarda le europee, regolate da un sistema proporzionale puro, la coalizione di centrosinistra e il terzo polo sono riusciti a prevalere in vari comuni della regione. Tuttavia, in diversi piccoli centri della Media Valle del Tevere, delle zone appenniniche, della Valnerina e del Ternano, la destra ha registrato margini di vantaggio spesso superiori alla doppia cifra, con picchi oltre il 30% in Valnerina. Anche nelle amministrative, un contesto distinto dalle altre due competizioni, la destra ha conservato un notevole margine in numerosi piccoli comuni, nonostante il quadro elettorale generalmente favorevole al centrosinistra.

Redazione

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