Emanuela Arcaleni, Consigliera comunale del gruppo Castello Cambia e candidata al Consiglio regionale per il M5S, ha preso posizione contro la giunta comunale di Città di Castello in merito alla situazione della piscina interna del complesso natatorio, la cui chiusura sembra ormai inevitabile dal 19 gennaio 2025. “La risposta estremamente incerta dell’assessore allo Sport alla mia interrogazione lascia presagire che gli sportivi e, soprattutto, i bambini e i ragazzi di Città di Castello non avranno modo di continuare a nuotare”, ha dichiarato Arcaleni, evidenziando le carenze nella programmazione dell’amministrazione.
Arcaleni ha sottolineato che, sebbene i lavori di manutenzione della piscina fossero necessari e “urgenti”, il tempo a disposizione avrebbe dovuto consentire di sviluppare delle alternative concrete, nel caso fosse esistita la volontà politica di farlo. “L’assessore Carletti, rispondendomi che ‘non ci sono progetti alternativi’, ha lasciato senza prospettive le centinaia di persone in vasca ogni settimana”, ha aggiunto la consigliera, evidenziando come la chiusura imminente della piscina vada a colpire non solo gli sportivi, ma anche gli 850 iscritti trimestrali della scuola di nuoto Polisport, circa 500 studenti delle scuole superiori e oltre 130 nuotatori delle associazioni di volontariato sociale che utilizzano la struttura per attività terapeutiche.
“Noi pensiamo al contrario che le soluzioni vadano costruite”, ha ribadito Arcaleni, sollecitando l’amministrazione e Polisport a intraprendere collaborazioni con i comuni limitrofi, come Umbertide e il Centro CONI a S. Giustino, per garantire agli utenti la possibilità di continuare a praticare il nuoto. “Stiamo rischiando che bambini e ragazzi, pur amando il nuoto, da gennaio tornino a una vita sedentaria per mancanza di prospettive”, ha affermato, sottolineando l’importanza di agire rapidamente.
Arcaleni ha quindi proposto accordi con altri impianti per l’accesso agevolato alle piscine e la predisposizione di un servizio di trasporto per le famiglie e per gli utenti fragili, auspicando una compartecipazione alle spese da parte del Comune. Ha inoltre lamentato la mancanza di visione dell’amministrazione che, anche in passato, avrebbe mancato di valorizzare adeguatamente gli impianti sportivi locali e di migliorare la qualità dei servizi offerti. In particolare, Arcaleni ha espresso perplessità per il fatto che “ancora non si sia pensato e realizzato il progetto di copertura, magari telescopica, della piscina esterna da 50 metri, che avrebbe reso l’impianto natatorio tifernate unico in tutto il centro Italia”. Una soluzione, secondo la consigliera, che oggi permetterebbe al comune di essere autosufficiente nelle strutture natatorie, evitando ai cittadini disagi e interruzioni nella pratica sportiva.
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